MEDIA

Editoriale Il Fatto lancia FQMillenniuM e studia la nuova piattaforma tv


05.05.2017
Peter Gomez

di Claudia Cassino


Con una tiratura di lancio di 120 mila copie e un obiettivo di diffusione non inferiore a 25.000, l’Editoriale Il Fatto lancia da domani in edicola il nuovo mensile FQMillenniuM. Il magazine di approfondimento e inchiesta, con risvolti pop, sarà venduto in abbinata obbligatoria con Il Fatto Quotidiano nel solo giorno di uscita, a 5 euro, per poi restare in edicola tutto il mese allo stesso prezzo.

“Sembrerebbe un’idea folle lanciare un mensile nel 2017, così come sembrava folle portare in edicola un nuovo quotidiano nel 2009 e successivamente andare online con un sito di opinione che oggi ‘se la gioca’ tra i primi siti di news in Italia”, spiega il direttore di FQ MillenniuM, Peter Gomez, presentando il nuovo progetto con Cinzia Monteverdi e Antonio Padellaro, rispettivamente amministratore delegato e presidente dell’Editoriale Il Fatto.

L’obiettivo, come sottolinea l’ad Monteverdi, è duplice: da un lato ringiovanire il target del Fatto Quotidiano, estremamente concentrato nella fascia 45-55 anni, dall’altro allargare il numero e la tipologia degli inserzionisti pubblicitari a nuovi settori merceologici. Sul primo numero, 130 pagine di cui 30 di inserito pubblicitario, è da registrare per esempio una new entry importante come Banca Intesa Sanpaolo, già inserzionista del sito, che non aveva mai pianificato le proprie campagne sul quotidiano diretto da Marco Travaglio.

In brossura, stampato su carta pesante e pregiata, con la grafica dell’art director Pierpaolo Balani pensata per aiutare il racconto variando a seconda dei contenuti, FQMillenniuM ha l’ambizione di essere “un mensile da collezione, per capire e riflettere, dove trovare articoli scritti bene – prosegue Gomez -. I giornalisti delle redazioni cartacea e digitale lavoreranno insieme su pezzi spesso a firma doppia, tripla o quadrupla. FQ MillenniuM avrà anche una sua pagina web, online da ieri, dove i lettori potranno inviare spunti, suggerire temi e inchieste”. Inizialmente sono previsti 4 numeri, con un obiettivo di fatturato pubblicitario di circa 50 mila euro a numero. Ma su una cosa Padellaro e Gomez concordano: “Se non funziona, si chiude. Siamo per un’editoria in grado di vivere sulle proprie gambe, senza aiuti. No all’agonia”.

Il riferimento va alle recenti turbolenze dell’Unità, che Padellaro ha lasciato proprio per fondare Il Fatto, ma anche ai grandi big dell’editoria che continuano a operare una politica di tagli. “Le copie (in totale 47.341 secondo ADS a febbraio 2017, ndr) non solo si vendono, ma si pesano – continua il presidente -. L’idea di giornalismo che vogliamo perseguire è quella di sempre, privilegiando inchieste e reportage. I bilanci in ordine ci danno la libertà di portare avanti il nostro modo di fare informazione”.

Carta e web, mercati ancora separati

Archiviato il 2016 con oltre 26 milioni di ricavi, l’Editoriale Il Fatto “ha chiuso sempre bilanci in utile da quando è nata”, precisa a questo proposito l’amministratore delegato. L’utile netto lo scorso anno è raddoppiato a 500 mila euro, con la raccolta advertising in crescita del 20% (carta + web) per un fatturato netto totale di 3,6 milioni di euro. “Per il 2017 – continua Monteverdi – l’obiettivo di ricavo pubblicitario è in crescita: per il sito è di 3,5 milioni di euro, per il quotidiano di 700 mila euro. Nei primi 3 mesi dell’anno la raccolta pubblicitaria è salita del 10%, complessivamente tra carta e web; aprile non è stato un mese eccezionale, ma è comunque in tenuta”.

Dunque, sotto il profilo del fatturato pubblicitario, il sito – che costa 5 milioni di euro l’anno e può contare su 4.000 soci sostenitori – è la locomotiva dei conti del Fatto Quotidiano (nel 2016 adv a +40%, primo trimestre a +25%). Continuerà anche in futuro la separazione tra carta e web per quanto riguarda la gestione delle inserzioni? “Stampa e web – risponde l’ad – sono mercati ancora separati: non abbiamo trovato una concessionaria online che si occupasse anche della carta. Pertanto la raccolta sul sito è oggi gestita da HiMedia, mentre quella sul quotidiano da Publishare (struttura passata dall’inizio dell’anno in sub concessione a SportNetwork), con cui abbiamo un contratto fino alla fine del 2017. Interessante come la parte della raccolta in programmatic gestita internamente (sotto la responsabilità di Monica Belgeri, ndr) rappresenti oggi il 50% del totale fatturato online”. Annunciato, ma poi ritirato il piano di quotazione in Borsa, “siamo orgogliosi di non esserci più quotati” osserva ancora l’ad. “È vero che chiudiamo sempre in utile, ma in Borsa devi dichiarare una marginalità previsionale e il piano era troppo rischioso. Magari tra due anni, se ci sono le condizioni, potrebbe accadere”.

La televisione e la campagna di FQMillenniuM

Dopo le collane di libri, e in linea con l’idea di diversificare le fonti di ricavo, è in fase avanzata il progetto che porterà in autunno al lancio di una nuova piattaforma televisiva targata Il Fatto. “Si tratta di un nuovo ramo aziendale, una piattaforma pay sullo stile di Netflix, che produrrà format televisivi avvalendosi di professionisti interni (ovviamente tra questi anche Marco Travaglio) ed esterni”, anticipa Cinzia Monteverdi. “Per questo a fine novembre abbiamo cambiato sede, in modo da ospitare gli studi televisivi che saranno pronti a breve. Il palinsesto vero e proprio sarà lanciato dopo l’estate, il capo progetto è David Pierluigi. Partner ufficiale Road Television. Non è prevista pubblicità, ma stiamo pensando a forme di product placement. Nei prossimi mesi comunicheremo il lancio con una campagna a cura di Frame by Frame”.

Frame by Frame collabora anche allo sviluppo della campagna che supporta il lancio di FQMillenniuM on air, oltre che sui media dell’editore, su stampa (Tuttosport e Corriere dello Sport), affissioni nelle principali città sia su circuiti cittadini che nelle principali stazioni metropolitane, stazioni ferroviarie e aeroporti, spot radio da 30” (sulle emittenti Rmc, Rmc 2, 105 e Radio Città Futura), locandine e posizionamenti nelle edicole di tutta Italia. Il claim di lancio sarà ‘Trenta secondi? No trenta giorni. Riprenditi il tempo per informarti davvero’.