CREATIVITY

L’arte di Lorenzo Marini in mostra a New York


03.05.2017

Inizia con un annuncio sul New York Times la personale di Lorenzo Marini in Usa, mostra dedicata alla ricerca di un nuovo alfabeto creativo che celebra la bellezza delle singole lettere, in una delle più autorevoli gallerie americane: la Georges Bergès Gallery di New York, dove l’esposizione durerà dal 4 al 15 maggio.

Bergès, gallerista tra i più quotati a livello internazionale, ha deciso di puntare su Marini proprio dopo aver visto la mostra della Permanente di Milano pochi mesi orsono. Rispetto all’esposizione milanese, quella di New York accentuerà gli aspetti pop, con un uso più vivace del colore, in linea, oltre che col gusto americano, con la grande energia  visiva che le geometrie delle lettere sanno esprimere. Marini diventa così, per il mercato Usa, l’artista italiano  della scuderia di Bergès, che si occupa di un solo autore per Paese.

Con la nuova ricerca pittorica presentata alla Permanente, Lorenzo Marini ha dato vita a una corrente artistica, che la critica ha già battezzato Type Art e che può essere sinteticamente definita come l’esaltazione dello studio dell’alfabeto e più specificamente delle font dei caratteri grafici.

Una ricerca, in cui i segni vengono declinati in tutte le loro forme e reinterpretati secondo un ordine estetico e non funzionale. Una corrente che rientra a pieno titolo nell’attuale tendenza verso la ‘contaminatio’. In altre parole, nella caduta delle barriere tra le diverse forme dell’arte. Nelle Type art, confluiscono, oltre all’arte visiva, il visual design, l’estetica dei comics e, naturalmente la creatività dell’advertising, che nel connubio parole/immagini trova la propria essenza.

L’attenzione di Marini per i caratteri deriva proprio dalla sua  esperienza di creativo pubblicitario, capace di coniugare il graphic desing con l’advertising.

Prima di iniziare a lavorare come art director, Lorenzo ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia, seguendo in particolare i corsi del grande Emilio Vedova. Una passione che non lo ha mai lasciato e che lo ha portato a seguire le orme di Victor Vasarely, Pino Pascali e, più recentemente Hermann Nitsch, passati, senza soluzione di continuità dall’advertising all’arte visiva.

Uscito allo scoperto nel 2014, dopo trent’anni di ricerca sviluppata in privato, Marini ha collezionato in meno di un triennio personali presso importanti Spazi pubblici come l’Oberdan di Milano, Palazzo Riccardi di Firenze e Palazzo Zuckerman di Padova e presenze in permanenza presso Musei quali il Museo dei Beni culturali di Genova. Al suo attivo, anche due partecipazione ad Art Basel Miami, una delle più importanti fiere del settore.