MEDIA

R&S Mediobanca: nel 2015 i ricavi della tv tornano a crescere (+1,4%)


02.02.2017

Nel 2015 i ricavi complessivi del settore radiotelevisivo italiano, secondo il Report annuale sul settore pubblicato da Mediobanca, sono tornati a crescere dell’1,4%, una ripartenza confermata anche dai dati provvisori sul 2016. Il bilancio d’insieme del quinquennio 2011-2015 rimane però pesantemente negativo, con perdite nette complessive per le sole aziende tv di 900 milioni di euro.

Il settore radiotelevisivo vale lo 0,5% del Pil Italiano. Nel 2015 il suo giro d’affari è tornato a salire dello 0,8%, a 8,5 miliardi di euro, un tasso di crescita simile a quello degli altri Paesi europei, con un lieve aumento per la tv in chiaro, un lieve calo per quella a pagamento e uno scatto deciso (+9,5%) per la radio. L’Italia si conferma il quarto mercato europeo per dimensione, dietro a Regno Unito, Germania e Francia. La tv continua a fare la parte da leone nella dieta mediatica degli italiani, anche se i contenuti vengono fruiti sempre di più da una varietà di piattaforme diverse: il 90% degli italiani possiede il digitale terrestre, ma il 29% guarda i programmi dal Pc e il 12% sul tablet.

Dal punto di vista del fatturato, Mediaset, Sky e Rai controllano il 90% degli introiti, con gli altri due gruppi Discovery e La7 molto staccati. Mediaset è prima per ricavi complessivi (3,4 miliardi nel 2015), ma slitta al terzo posto per quelli italiani dietro a Sky (2,7 miliardi) e Rai (2,46). Sul fronte ricavi, La7 è la peggiore sia nell’anno (-8,1%), che nel quinquennio (-26,6%), mentre le migliori rispettivamente Mediaset (+1,8%) e Sky (-4%). A trascinare in basso la prima riga di bilancio è il crollo della pubblicità, scesa di un quarto nei cinque anni e addirittura del 31,7% per Rai.

Uno spot di 30 secondi su Canale 5 durante il telegiornale costava nel 2015 il 20% in meno che nel 2011, mentre la Rai proprio in quell’anno ha deciso di riportare in alto le tariffe. Dal punto di vista della pubblicità, Mediaset (57,6% del mercato) ha più che doppiato la Rai. Analizzando i bilanci, Mediobanca osserva che la produttività delle società continua tutt’ora a peggiorare, dai 129mila euro per dipendente del 2011 ai 109 mila del 2015, con un costo del lavoro cresciuto contestualmente dal 70,5 al 78%.

Con la sola eccezione di La7, capace di portarla da 37mila a 45mila euro. E i margini operativi saranno pure in lieve salita, ma restano risicatissimi, lo 0,9% del fatturato nel 2015, con Discovery che spicca in positivo (8,6%) e La7 in negativo (-14,7%). Dal punto di vista degli ascolti, lieve flessione di Rai e Mediaset, che rimangono però irraggiungibili in termini di share: 37,2 e 32,2 nel giorno medio.

Per quanto riguarda la radio, con l’acquisizione delle emittenti di Monradio, Mondadori e Finelco, Mediaset è diventato il primo operatore radiofonico in Italia per ascolti (14,8% nel giorno medio), davanti a Rai (12%) e al Gruppo Espresso (11,3%).