MARKETING

Assirm Innovation Index, l’Italia scala la classifica fino al 7° posto


18.01.2017

Passi avanti nel cammino dell’Italia verso l’innovazione. L’ultima release dell’Assirm Innovation Index, il primo indicatore tutto italiano che misura la capacità di un Paese di promuovere e generare innovazione, ideato da Assirm, l’associazione delle aziende di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale delinea un quadro favorevole.

Con il 3° trimestre 2016, il debole segnale di ripresa in Italia, che aveva iniziato a delinearsi a partire del secondo trimestre (+0,3), trova ora conferma e ulteriore rafforzamento con un +0,6. Analizzando il trend degli ultimi trimestri (dal 2015 a oggi), Spagna e Paesi Bassi si confermano le nazioni che hanno riscontrato la maggiore spinta innovativa in breve tempo, alternandosi al primo posto della classifica europea di trimestre in trimestre. A sorpresa, il Portogallo si posiziona al 3° posto, rimontando dalla 9a posizione grazie a un +2,3 dell’ultimo trimestre.

“L’Italia prosegue nella riduzione del gap che la separa dagli altri Paesi al centro della classifica, passando dall’8a alla 7a posizione e superando Francia e Regno Unito”, commenta Guendalina Graffigna, direttore del Centro Studi Assirm.

Nell’analisi di lungo termine (periodo dal 2010 al 2016) invece, con il 3° trimestre 2016 la Svezia conquista il podio della classifica europea, a discapito del Regno Unito che deteneva il primato dal quarto trimestre 2013. Segue al terzo posto la Germania.

“La Brexit ha infatti creato un forte scompiglio dal punto di vista delle strategie del Paese e delle incertezze sulla via da intraprendere, determinando probabilmente un’interruzione del ciclo virtuoso pluriennale. L’innovazione, infatti, come l’indice Assirm propone, è frutto di un impegno generale dei Paesi, non solo dal punto di vista del settore”, spiega Maurizio Pessato, membro del Comitato Scientifico di Assirm.

L’AII è calcolato sulla base dell’analisi secondaria di database pubblici (fonte: OECD Statistics3) e si avvale degli insight qualitativi interpretativi di un Think Thank di esperti di Innovazione Economica e Sociale (accademici, ricercatori sociali ed economici, esponenti industriali, policy maker).