MEDIA

Mediaset, risposta ‘unanime’ del Cda all’attacco ‘illegittimo’ di Vivendi


21.12.2016

Il Cda Mediaset si è riunito ieri e ha approvato un documento nel quale è sottolineato che “a fronte dei gravi danni subiti dalla società e da tutti gli azionisti a seguito della mancata esecuzione del contratto vincolante firmato l’8 aprile 2016 con Vivendi, deliberano che le iniziative legali in corso proseguano secondo i tempi stabiliti”.

Dopo l’annuncio del gruppo francese di tentare la scalata fino al 30% del capitale (“un evidente disegno unitario elaborato nel tempo”, spiega la nota diffusa ieri da Cologno Monzese), il titolo del Biscione ieri in Borsa ha messo le ali ed è stato più volte sospeso per eccesso di rialzo, con incrementi fino al 23,3%. Il Cda di Mediaset contesta la fuorviante rappresentazione del gruppo francese secondo cui il contratto dell’8 aprile 2016 prevede un acquisto da parte di Vivendi di una partecipazione nel capitale sociale di Mediaset.

“Il contratto, in realtà, prevede soltanto uno scambio concordato, bilanciato e paritario di partecipazioni di stretta minoranza (3,5% di Mediaset in Vivendi e viceversa), scambio funzionale unicamente alla realizzazione della partnership industriale stabilita nel contratto. Di più, l’accordo vieta esplicitamente l’acquisto da parte di Vivendi di azioni Mediaset oltre la soglia del 5% da raggiungere gradualmente almeno nell’arco di tre anni – prosegue la nota -. Invece, nel comunicato stampa del 19 dicembre 2016 Vivendi esplicita la propria volontà di accrescere fino al 30% la posizione in Mediaset ‘con l’intenzione di sviluppare le proprie attività in Europa Meridionale e perseguire le proprie ambizioni strategiche quale primario gruppo internazionale con sede in Europa nel settore dei media e contenuti’. Dette ambizioni strategiche e detti piani sono ignoti a Mediaset e al mercato, e le modalità con le quali Vivendi agisce impongono ancora di più al Cda di Mediaset di adottare ogni misura e iniziativa a tutela dei propri asset, del proprio avviamento e della propria strategia.  In più, si configura un rischio di paralisi delle attività di sviluppo industriale di Mediaset dovuto proprio all’ingresso di Vivendi in misura superiore al 10% (soglia che stabilisce il collegamento tra società quotate). Il CdA di Mediaset ha deliberato la presentazione di un esposto all’AGCom in cui si segnala l’illegittimità della condotta posta in essere da Vivendi in violazione della disciplina di settore e, in particolare, dell’ art. 43 comma 11 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, nonché il possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia, l’incumbent delle tlc, determinato dall’iniziativa di Vivendi. Nell’esposto si richiedono interventi anche in via provvisoria e di urgenza. Nel corso della seduta di ieri, il Consiglio ha infine approvato come ogni fine anno la relazione relativa alle ‘Linee guida strategiche’ per i prossimi esercizi, i cui obiettivi economici e finanziari saranno oggetto di una prossima delibera del consiglio e successivamente comunicati al mercato”, conclude la nota del gruppo di Cologno Monzese.