CREATIVITY

Nasce CPA. Le case di produzione ricominciano da dodici


10.10.2016
Stefano Quaglia e Luca Fanfani


di Andrea Crocioni


Non un ‘cartello’ per frenare la concorrenza, ma una struttura snella, con una lista di obiettivi concreti e la precisa volontà di rendere più trasparente e corretto il mercato dell’advertising.

Sono questi i presupposti che stanno alla base della rinascita di una realtà associativa che punta a diventare da subito il punto di riferimento delle case di produzione pubblicitarie italiane.

CPA Case di produzione associate – questo il nome scelto dai dodici soci fondatori – è stata presentata sabato 8 ottobre a IF! Italians Festival, nel corso di una conferenza che, purtroppo, non è riuscita a raccogliere l’attenzione che avrebbe meritato. Le case di produzione aderenti sono: Akita, Bedeschifilm, BRW Filmland, Enormous, Filmmaster, H films, Karen, Mercurio, NCN, TheBoxfilms, Think Cattleya e The Family.

Ad oggi le dodici cdp coinvolte rappresentano oltre la metà del mercato italiano e altre società sarebbero in arrivo. Il consiglio direttivo di CPA è composto dall’avvocato Giannino Bettazzi – professionista estraneo al mondo pubblicitario e figura di garanzia – nominato presidente, e dai consiglieri Giovanni Bedeschi, Luca Fanfani e Stefano Quaglia. Proprio a Fanfani e Quaglia è spettato il compito di illustrare sabato alla platea di IF! il programma dell’associazione.

Un punto focale è il richiamo all’etica, con l’elaborazione di un regolamento che consenta di lavorare in sicurezza, fornendo ai clienti qualità e innovazione. Tutto questo nel rispetto dei ruoli che caratterizzano l’articolata filiera della comunicazione e del marketing, in un contesto che negli ultimi anni ha visto evolvere profondamente l’industria della produzione pubblicitaria. Oggi si tratta di un settore solido con caratteristiche nuove, indotte da un mercato in una costante fase di mutazione e di respiro internazionale. Proprio con l’obiettivo di una maggiore efficacia nel governare questa evoluzione le case di produzione che hanno costituito CPA si sono date obiettivi molto concreti già a breve termine, per lo sviluppo e la tutela di tutto il settore.

L’intento è quello di dare un nuovo impulso alla produzione audiovisiva pubblicitaria, condividendo e ottimizzando tra gli associati le conoscenze e la collaborazione. Nella pratica questo si dovrebbe tradurre nell’introduzione di un documento precontrattuale, per regolamentare meglio i rapporti con i clienti, in regole comuni sulla realizzazione dei preventivi (per evitare la concorrenza sleale) e in accordi con le maestranze su orari di lavoro e straordinari per garantire una maggiore competitività dei set italiani, evitando così le ‘fughe’ all’estero. Tra gli obiettivi dell’associazione anche la formazione dei nuovi professionisti, con la creazione di stage all’interno delle strutture aderenti, e la collaborazione con altre realtà associative del comparto come l’Adci e l’Associazione Italiana Registi. Cpa intende anche cooperare con l’associazione europea delle case di produzione per confrontarsi e condividere in ambito internazionale la straordinaria esperienza e competenza italiana.