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La riforma dell’editoria è legge. Maurizio Costa (Fieg): “Ora subito i decreti attuativi”


05.10.2016
Maurizio Costa

La Camera ha approvato ieri in via definita il Ddl di riforma del settore dell’editoria con 275 sì e 80 no. Con il via libera della Camera, diventa quindi legge la riforma dell’Editoria che introduce, tra le altre cose, il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione destinato al sostegno dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale.

Il Fondo viene alimentato con risorse statali già destinate al settore, un contributo di solidarietà a carico delle società concessionarie di raccolta pubblicitaria e una parte, fino a un massimo di cento milioni annui per il periodo 2016-2018, delle maggiori entrate derivanti dal canone Rai.

Una determinata percentuale del Fondo potrà essere destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale, attuando obiettivi di convergenza multimediale.

Per il Presidente della Fieg, Maurizio Costa, si tratta di “un importante traguardo a cui deve seguire il rapido avvio del cantiere delle misure per contrastare la crisi dell’editoria giornalistica del nostro Paese”.

L’editoria quotidiana e periodica – ha ricordato Costa – è infatti “investita da una pesantissima crisi: negli ultimi 8 anni le imprese del settore hanno visto dimezzato i propri ricavi, con un crollo del fatturato pubblicitario di oltre il 60%. Una legge per il settore era indispensabile e oggi, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, la legge c’è, ma trattandosi di una legge delega è necessaria la rapidissima emanazione dei decreti attuativi. Affinché le misure previste diventino concrete e operative è indispensabile che vengano garantite, nella prossima legge di bilancio, le necessarie coperture finanziarie”.

“Si adottino, quindi, senza indugio – ha concluso Costa – le indispensabili misure per dare ossigeno alle imprese e in particolare: l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica; la liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, per superare la critica situazione delle edicole; la copertura finanziaria dei prepensionamenti relativi ai piani di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editrici, per garantire il processo di trasformazione ed evoluzione necessario”.