DIGITAL

Nasce Dontshare, l’anti-social network per le cose che contano


06.07.2016
Mauro Mercatanti

di Andrea Crocioni


Ogni giorno, grazie ai social network, condiviamo tutto con tutti in tempo reale. Ma se dovessimo chiudere dentro lo spazio limitato di una valigia le cose che per noi veramente contano per lasciarle  a una persona davvero importante, cosa selezioneremmo? Per aiutarci a trovare una risposta  a questo interrogativo nasce Dontshare (dontshare.it), uno spazio di sedimentazione in cui selezionare, raccogliere e custodire ricordi, pensieri, scritti, immagini e video, con l’obiettivo di ‘sintetizzare’ – in un continuo work in progress – il manifesto della nostra vita.

A lanciare il progetto Mauro Mercatanti, già fondatore della società di comunicazione Ideificio, affiancato da Provantia, realtà specializzata nella progettazione e sviluppo di software. Dontshare offre agli utenti un deposito di cassette di sicurezza (Life Deposit Box – LDB) digitali, segrete e inviolabili, in cui inserire contenuti che verranno interamente criptati. Tre sono le caratteristiche che rendono unico questo anomalo social media: la capacità limitata della LDB, l’impossibilità di una condivisione immediata e l’opportunità di poter scegliere soltanto una persona (VIP) cui consegnare il proprio manifesto di vita.

La LDB, infatti, deve essere pensata come una scatola in cui non può essere messo di tutto: l’utente in questo modo deve operare un esercizio di selezione, scegliendo fra file testuali e multimediali che contengano ricordi, messaggi e disposizioni rilevanti.

“L’idea di Dontshare nasce dal disagio che personalmente ho inziato a provare verso questa abitudine di condividere qualsiasi cosa con tutti. Un atteggiamento che sta modificando il nostro modo di agire”, spiega a Today Pubblicità Italia Mauro Mercatanti. “Poi – prosegue – c’è anche una sfida culturale: superare la volontà di rimozione rispetto al tema della morte creando un luogo dove lasciare quello che di fatto è il nostro testamento emotivo”. Dontshare, dunque, è uno spazio dove allenarsi a pensare “come se non ci fosse un domani”, per gestire un nostro eventuale congedo aiutando sia chi resta, a elaborare la perdita, sia chi parte, ad affrontare il ‘viaggio’ con maggiore consapevolezza.

dontshare_home


Non è un caso che il progetto si avvalga della collaborazione di Laura Campanello (cura-di-se.it) – esperta di tematiche legate alla felicità e alla vita che  vanta un’esperienza decennale come filosofa nelle cure palliative e nell’ambito della malattia e del lutto all’Istituto nazionale dei Tumori di Milano – che firma il blog del sito (blog.dontshare.it). La piattaforma è uno spazio in cui raccogliere solo e soltanto l’essenziale, affinché il nostro congedo (di qualunque natura esso sia) parli effettivamente di noi attraverso ciò che abbiamo deciso di lasciare nella LDB.

Per avere la propria Life Deposit Box è necessario collegarsi al sito  dontshare.it e acquistarla (il costo è di 20 euro all’anno): l’abbonamento ha una durata di 12 mesi e si rinnova automaticamente (in caso di disdetta, viene dato il tempo di scaricare tutti i contenuti e successivamente la LDB viene distrutta). I contenuti sono esclusivamente dei proprietari e vengono protetti con elevati standardi di sicurezza. La piattaforma non cede a terzi le anagrafiche: da qui la necessità di fornire un servizio a pagamento per rendere il progetto sostenibile.

All’interno della cassetta virtuale si possono depositare: musica (le 10 canzoni che hanno segnato la nostra vita), lettere (in 10 missive quello che non si può rischiare di non dire mai), foto (le dieci più importanti della nostra vita), volontà (lasciare detto come si vuole che vengano gestite le pratiche di fine vita), due videomessaggi di saluto, luoghi (descrivere attraverso testi e immagini i 10 luoghi più più importanti della nostra vita), password (memorizzare quelle che è bene che qualcuno recuperi in nostra assenza), raccomandazioni, ringraziamenti, desideri (che vorremmo si realizzassero in nostra assenza), libri (i titoli più importanti per noi) e ricette (i sapori che parlano di noi).

“Con Dontshare la tecnologia è al servizio di un rapporto umano”, afferma Mercatanti. “Partiamo dall’Italia – continua l’ideatore del progetto – ma siamo convinti che questa piattaforma abbia le potenzialità per avere successo anche all’estero. Stiamo preparando la versione internazionale in inglese che dovrebbe essere pronta già da settembre. Nel nostro business plan abbiamo previsto il breakeven a tre anni”.

In Italia Dontshare è online da giugno preceduto da una comunicazione teaser su Facebook durata più di sei mesi. “Abbiamo creato il personaggio del Barbisa (disegnato dall’illustratrice Felicita Sala, ndr) – racconta Mercatanti – facendolo interagire con gli altri internauti, per poi far vivere in concreto alle persone il senso di distacco. Poi abbiamo dato vita a uno spettacolo teatrale, un monologo che, attraverso racconti, video e canzoni, spiegasse come funziona una LDB. Per il futuro stiamo ragionando su altre modalità di comunicazione”.