DIGITAL

Il welfare diventa per tutti con WeMi


05.07.2016

A luglio una gara per cercare un partner tecnologico digitale per il processo di sviluppo del portale

di Andrea Crocioni


Il Comune di Milano, con il contributo di Fondazione Cariplo, prova a rivoluzionare il sistema del welfare con WeMi (wemi.milano.it), il più grande portale di servizi domiciliari mai esistito in Italia. Questo nuovo spazio digitale racchiude oltre 100 servizi con costi accessibili in base alle condizioni di reddito (gratuiti per le persone in stato di fragilità sociale ed economica ed a pagamento per chi può sostenere la spesa) erogati da 58 enti accreditati dal Comune di Milano.

“Il progetto nasce da un piano di sviluppo del welfare cittadino, inteso come strumento inclusivo”, ha spiegato il responsabile Cosimo Palazzo.

“Milano – ha continuato – può contare su un patrimonio di servizi ai cittadini ingente e di qualità molto alta, ma fino ad ora sono stati percepiti come qualcosa di circoscritto a situazioni di fragilità econonomica”.

WeMi, dunque, allarga il concetto di welfare, estendendolo alla qualità delle vita delle famiglie. Grazie all’interfaccia digitale, l’iniziativa, che potrà contare anche su una rete fisica sul territorio, punta a parlare a tutta la città.

Dalla baby sitter alla badante, singola o condivisa, dall’assistenza medica alla valorizzazione estetica, da consulenze professionali a consulenze psicologiche, dalla cura degli animali domestici alla cura delle piante, da piccole commissioni al disbrigo di pratiche, dal sostegno alla disabilità al supporto allo studio, dai pasti a domicilio alla lettura a domicilio per arrivare a servizi innovativi come l’educazione finanziaria: in un unico portale la risposta a tutti i bisogni e desideri delle persone attraverso servizi per la singola persona e servizi condivisi, per ottimizzare le risorse e rafforzare i legami.

“Si tratta di uno spazio in cui il cittadino può orientarsi – ha aggiunto Palazzo -. Il tutto in un sistema capace di mettere in rete le soluzioni ai bisogni delle persone grazie alla cooperazione fra pubblico e privato”.

Il progetto è coordinato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano (capofila del progetto), e da un gruppo di 25 enti, tra i quali, il CNPDS, il Politecnico di Milano (Dipartimento del Design e Dipartimento di Architettura e Studi Urbani), Eureka, il PAT, Uni, l’Università Cattolica laboratorio di statistica applicata, Progetica, Anaci, l’ATS Milano, il Tavolo Sociale di zona 5, un raggruppamento di associazioni di zona 5, con capofila l’Impronta, e un raggruppamento di associazioni di zona 8 ,con capofila ACLI e le direzioni Centrali Decentramento e Coesione Sociale.

“Oggi siamo già online, ma è solo la prima fase del progetto – ha spiegato Palazzo -. Un primo aggiornamento sarà pronto per la prima metà di questo mese. L’obiettivo è avviare una seconda fase con l’inizio del 2017, trasformando questo spazio digitale, al momento solo informativo, in un luogo che consenta un dialogo in tempo reale con i fornitori dei servizi. Per fare questo continueremo ad avvalerci della collaborazione del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, ma a luglio lanceremo una gara per cercare un partner tecnologico digitale che ci supporti in questo processo di sviluppo”.

WeMi sarà comunicato fra luglio e agosto con una campagna social, mentre da settembre/ottobre partirà una campagna in esterna in tutta la città di Milano. Sul fronte creativo la comunicazione è realizzata con il sostegno del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Fra i partner del progetto Energie Sociali Jesurum Lab che si occuperà di coinvolgere le aziende private.

WeMi è una delle azioni del progetto Welfare di Tutti realizzato nell’ambito di Welfare in azione, un progetto di Fondazione Cariplo, tra le realtà filantropiche più importanti del mondo con oltre 1.000 progetti sostenuti ogni anno con 150 milioni di euro per il non profit e grandi sfide per il futuro.