CREATIVITY

La ricetta dell’autenticità di un brand per David Droga? Avere un proprio punto di vista


24.06.2016
David Droga

di Eugenia Morato


C’è anche la leggenda dell’advertising David Droga, Creative Chairman e Founder di Droga5, tra gli ospiti di Cannes Lions, sul palco del festival insieme a Kevin Plank, ceo di Under Armour, in un seminar dal titolo ‘From Underdogs to Game–Changers’. Sono molte le cose che hanno in comune, Droga e Plank, a cominciare dal fatto di essere due titani, ciascuno nella propria industry, che hanno dato vita a due grandi aziende che hanno fatto dell’autenticità il loro focus.

“Non importa quanto creativi pensiamo di essere – dice Droga – noi saremo creativi quanto i nostri clienti ci permetteranno di essere. Forse anche per questo mi entusiasma di più lavorare su una opportunità più piccola ma con un grande potenziale, aiutando i miei clienti a far crescere il loro business, perché alla fine questo aiuta anche me a crescere”, racconta ricordando l’inizio della sua avventura con Under Armour.

Un’avventura che ha portato il brand a essere il numero 2 del suo settore, quello dell’abbigliamento sportivo – in meno di 5 anni. Per il founder di un’agenzia del calibro di Droga5, la cosa più affascinante della creatività è che non c’è bisogno di avere chissà quali budget per essere grandi. E poi, c’è un elemento importante che rende davvero tale brand, per David Droga. Bisogna avere un proprio punto di vista.

“Quanti brand, onestamente, hanno un proprio punto di vista?” domanda Droga “Quando c’è, i consumatori lo percepiscono e cominciano ad adorare quel brand”. Gli fa eco Plank “Il messaggio di un brand è tutto. E la prima questione, se vuoi davvero essere un brand, è che devi avere un punto di vista. Se non ce l’hai, che brand sei? – dice Plank – . E’ qualcosa che emerge chiaramente nel messaggio di quel brand e si riflette in tutte le sue conversazioni”.

Per il ceo del celebre brand di abbigliamento sportivo, infine, il segreto di “crescere” un grande brand è quello di credere ciecamente in quello che si fa perché, dice Plank, “la fiducia dei consumatori è qualcosa che si costruisce goccia dopo goccia, ma si perde una secchiata dopo l’altra”.