CREATIVITY

Will Smith va alla ricerca dell’autenticità


22.06.2016

L’attore è stato ieri ospite di Jackie Cooper, Global Chair e Creative Strategy di Edelman

 

di Eugenia Morato

Ha incantato per un’ora il pubblico del Palais con la sua energia e le sue battute. È Will Smith, ospite di Jackie Cooper, Global Chair e Creative Strategy di Edelman,  che ha parlato sul palco di Cannes Lions in un seminario dal titolo ‘The pursuit of impact’.

Lui, attore, regista e musicista, ha dato vita a uno speech pieno di ispirazione incentrato sul tema dell’autenticità – una delle indiscusse keyword di questa edizione del Festival. Perché, se la domanda è “Come si fa ad avere un impatto – come quello che lui riesce ad avere con tutti i suoi progetti – nella vita delle persone?”, la sua risposta è chiara: “Solo con autenticità”. “Mio figlio un giorno mi ha detto papà, adesso grazie alla tecnologia mentire è diventato quasi impossibile, non si può più imbrogliare le persone facendo brutti film”, racconta ricordando che negli anni ’90 i film non di qualità potevano comunque avere un discreto pubblico perché la voce che il film non era all’altezza delle aspettative impiegava qualche giorno a spargersi.

“Ma ora, grazie alla tecnologia e ai social media – dice – se fai un film che non lascia nulla alle persone, la gente lo sa dieci minuti dopo e non viene neppure a vederti. Ma questo ha comunque il suo lato positivo perché, grazie a questo, Hollywood è riuscita a fare film migliori”. E, a proposito del marketing, dice: “Nell’industria cinematografica, il potere è passato dai marketer al pubblico, dal prodotto alle persone”.

Ma Smith rivela al pubblico di creativi anche la sua natura di idealista che crede nel bene più grande, quello che va oltre il suo solo successo personale come priorità. “Cerco sempre di avere un approccio particolare agli script che mi propongono e ai progetti in cui decido di investire le mie energie. Devono avere un impatto positivo nella vita delle persone. Altrimenti non ne vale la pena – dice l’attore -. Per me c’è davvero solo una possibile mission: migliorare in qualche modo la vita delle persone con quello che faccio”. Questo dovrebbe essere l’unico obiettivo di ogni persona per Smith, qualunque sia la sua professione. È qualcosa che va al di là del suo talento creativo o, in generale, del mondo dell’entertainment.

“Credo che diventi difficile seguire la strada sbagliata quando il seme dell’idea che stiamo piantando è quello del mettersi al servizio del bene degli altri – spiega a proposito della sua contaminazione tra propositi di vita e business – anche perché, è solo sviluppando una profonda comprensione delle persone stesse che riusciremo a dar loro prodotti di successo”.