CREATIVITY

Lions Health, due Grand Prix a Uk, uno all’Argentina


21.06.2016

di Giovanni Pagano


Cosa c’è dunque dietro questo ‘Miracolo della moltiplicazione dei premi’ (1.300 l’anno scorso, mai visto niente del genere neppure dalle parti del lago di Tiberiade)? Il fatto è che a dirla tutta non c’è più un solo Festival della Creatività, di fatto gli sono stati affiancati 3 mini cloni da 2 giorni l’uno: il Lions Health dal 18 al 19 giugno, il Lions Innovation dal 21 al 22 e il Lions Entertainment dal 23 al 24.

E non si tratta di prosecuzioni, ma di veri e propri eventi diversi, con scenografie, apparati e contenuti totalmente modificati da una gestione all’altra. Si svolgono uno dopo l’altro in quello che chiameremo il Petit Palais, ma con caratteristiche organizzative specifiche e del tutto analoghe a quelle del Festival Madre: eventi, seminari, esposizioni, sponsorizzazioni e naturalmente giurie, premi e gran galà.

Prendiamo il Lions Health lui con le sue brave categorie (Health & Wellness e Pharma) e le sue bravissime sotto-categorie (‘Oral medicines’, ‘Applications’, ‘Nutraceuticals’, ‘Other products’ eccetera eccetera), ed eccolo il miracolo: laddove prima c’era un premio, adesso ne fioriscono a decine, compresi 3 Grand Prix. Et voilà.

I Grand Prix, c’è da dire, sono uno più bello dell’altro. Toccanti i 2 conquistati da Londra ‘Project literacy’ della FCB Inferno per Pearson, Grand Prix Health & Wellness, che diffondendo l’Alfabeto dell’Analfabetismo in cui sono raffigurati tutti i problemi sanitari alimentati dall’ignoranza sensibilizza l’opinione pubblica su come “se aiutiamo tutti a leggere e scrivere, aiutiamo a risolvere i più grandi problemi del mondo”; ‘Breathless choir’ di Ogilvy & Mather per Philips, Grand Prix Pharma, un progetto affascinante in cui un maestro di musica insegna a cantare a 18 persone affette da gravi problemi respiratori cronici, in modo da offrire loro un’esperienza di vita più completa.

Spassoso il Grand Prix for Good argentino ‘Manboobs’ della David di Buenos Aires per MACMA, in cui per superare la censura automatica di Facebook ed Instagram una giovane donna dimostra sul seno pingue e peloso di un attempato ‘modello’ come si esegue l’auto-palpazione preventiva. Insomma a guardar bene, parafrasando il principe don Fabrizio di Salina, sono cambiate tante tante cose ma poi alla fine…