MEDIA

PwC, nel 2020 il mercato mondiale di Entertainment & Media varrà 2.140 miliardi di US$


08.06.2016
Andrea Samaja

Diffuse le previsioni del Global E&M Outlook 2016-2020

 

Secondo le previsioni di PwC pubblicate nel rapporto Global Entertainment&Media Outlook 2016-2020, giunto alla 17esima edizione, nei prossimi cinque anni il fatturato mondiale del settore Entertainment&Media (E&M) crescerà da 1.720 miliardi di US$ del 2015 a 2.140 miliardi di US$ del 2020 (CAGR: +4,4%).

L’edizione 2016 raccoglie le previsioni al 2020 sull’andamento in 54 paesi dei 13 principali segmenti: tv e video, pubblicità televisiva, pubblicità online, accesso ad internet, radio, pubblicità out-of-home, videogames, cinema, quotidiani, periodici, editoria specializzata, libri e musica.

In 36 dei 54 paesi analizzati dallo studio la spesa per E&M cresce a tassi superiori rispetto al PIL, spesso oltre il 50% in più. In cima alla lista c’è il Venezuela, dove nel 2016 la spesa per E&M potrebbe superare la crescita del PIL di oltre 14 punti percentuali. Altri mercati tra i più ampi, come Brasile, Pakistan e Nigeria, registreranno tassi di crescita superiori al PIL.

Lo studio conferma quindi che, sebbene il tasso di crescita per il periodo 2016-2020 sia in leggero calo rispetto al 5,5% dello scorso anno, l’industria presenta uno scenario fortemente dinamico e articolato, con importanti spazi di crescita e opportunità.

 

Forte variabilità tra paesi e segmenti

Nel 2020 i ricavi digitali del settore E&M, stimati in 1.060 miliardi di US$, avranno pressoché raggiunto i ricavi non digitali, pari a 1.070 miliardi di US$.

In 9 dei paesi analizzati dallo studio, tra cui Cina e Kenya, tale sorpasso si è già verificato nel 2015 ed entro il 2020 si compirà in circa la metà dei paesi, inclusi Regno Unito, Cile e Vietnam. Si distingue la Germania, che anche nel 2020 vedrà i ricavi non-digitali ancora pari al 61% del totale.

Alle differenze nei tassi di crescita a livello geografico si somma la grande variabilità tra i sotto segmenti: entro il 2020 il settore a maggiore crescita sarà quello della pubblicità online, che raggiungerà ricavi pari a 260,4 miliardi di US$ con un CAGR dell’11,1%, seguito dall’accesso ad internet a 634,78 miliardi US$ (CAGR 6,8%).

L’editoria dei quotidiani conferma invece il trend negativo, con i ricavi che nel 2020 saranno pari a 121,1 miliardi di US$ rispetto ai 130,5 miliardi del 2015. Si registra tuttavia una forte variabilità geografica del segmento: mentre in Nord America si registrerà un decremento annuo del 3,1%, crescerà invece del 2.7% in India e in media del 2% in Sud America.

Tale variabilità geografica è registrata anche nel segmento dei periodici, i cui ricavi nel periodo 2016-2020 resteranno sostanzialmente stabili, sostenuti dall’andamento molto positivo di alcuni mercati come Indonesia, India e Peru.

 

I modelli cambiano, verso nuove opportunità

I ricavi E&M si spostano con costanza dalle attività editoriali ad attività video e collegate ad internet, in particolare verso servizi over-the-top (OTT) e gestione dei dati dei consumatori. I modelli di consumo diretto rimarranno forti, mentre la spesa per l’accesso a Internet, inclusi i mobile data, si contenderà il primo posto con quella per pubblicità. Tale sviluppo genera opportunità tanto per i nuovi operatori, quanto per i player tradizionali che intendono aprirsi a nuovi segmenti come i video OTT e l’offerta e-commerce.

 

Convergenza Telco-Media

“Il settore E&M a livello globale vive un periodo di grandi cambiamenti e non è un’eccezione l’Italia, dove continuano le operazioni di partnership o M&A per la concentrazione e la convergenza tra i principali player dei media e delle telecomunicazioni – spiega Andrea Samaja, Italian Leader Entertainment&Media di PwC -. Oggi non è più possibile pensare ai media e telco separatamente, esiste una profonda interdipendenza che si manifesta ormai sia dal lato dell’offerta sia dal lato della domanda. Il consumatore vuole sfruttare dei contenuti anywhere, anytime e any device in modo veloce, e i player che intendono competere in questo mercato dovranno avere contenuti di qualità, diritti tv, piattaforme di distribuzione e reti di banda ultralarga per andare incontro a tali esigenze”.

Nel mercato si delineano due attori principali: da un lato i broadcaster, che si focalizzano nel proprio core business, i contenuti, e dall’altro gli operatori di telecomunicazioni che sfruttano la propria capacità di distribuzione più sviluppata.

Come risposta al mercato, si verifica l’unione, spesso con partnership strategiche e non solo, tra queste ‘due forze’: contenuti e capacità di distribuzione, per portare al mercato un’offerta distintiva che proponga un’esperienza integrata di qualità. In tale contesti di trasformazione, esiste il rischio d’ingresso di nuovi player dotati di grandi capacità di distribuzione e scalabilità, operanti in altri settori, quali l’energia elettrica.

 

La rivoluzione digitale nei broadcaster

“A oggi – commenta Samaja – il mercato E&M è caratterizzato da un’elevata dinamicità e volatilità, soprattutto per i distributori di contenuti. L’innovazione tecnologica, in particolare la possibilità di fruire dei contenuti online, aumenta la competizione del mercato indebolendo progressivamente il ruolo di leadership dei grandi player legati al mondo della tv tradizionale e facilitando l’ingresso di nuovi player caratterizzati da un assetto tecnologico più innovativo (flessibile e dinamico)”.

Tale scenario conduce ad un’inevitabile evoluzione del modello di business delle società operanti nel settore. Le stesse esigenze dei consumatori si sono evolute verso un modello di fruizione dei contenuti più personalizzato alle esigenze del singolo.

In un contesto di questo tipo emergono alcune dinamiche rilevanti: l’online video, tramite SVOD, TVOD e EST guadagna progressivamente sempre più successo; l’aumento della disponibilità di contenuti online in HD, che incentiva i consumatori a usufruire sempre di più di servizi online rispetto alla ‘storica’ programmazione lineare; lo sviluppo di modelli di produzione di contenuti a basso costo soprattutto da parte dei creatori di contenuti online e mobile.

“L’online video sta assumendo un ruolo sempre più rilevante e può essere considerato una vera e propria sfida per la TV tradizionale”, conclude Samaja.

 

I 5 trend chiave in un contesto di continua disruption

La ricerca di PwC individua alcuni cambiamenti cruciali che impattano ciascuna delle cinque dimensioni del panorama E&M: demografia, concorrenza, consumi, geografia e modelli di business. Agendo in modo simultaneo e correlato, questi trend si influenzano a vicenda e rappresentano una vera e propria call to action sia per aziende consolidate che per le new-entry.

 

  1. Demografia: i giovani sono il motore della crescita E&M

L’analisi dei mercati nazionali E&M rivela una correlazione pressoché perfetta tra la dimensione relativa della popolazione under 35 e la crescita della spesa per i prodotti del settore, confermando come oggi i consumatori più giovani rappresentino il primario motore della sua crescita globale. Questo è confermato dal fatto che nei 10 mercati E&M più giovani la spesa incrementa ad un tasso di crescita tre volte superiore rispetto ai 10 mercati E&M più vecchi. Un trend che prescinde dalla ricchezza del paese, indicando come l’età possa influenzare maggiormente la crescita.

 

  1. Concorrenza: il contenuto è la chiave

In un mondo dove Netflix può lanciare un nuovo prodotto in 130 paesi in un solo giorno, sarebbe facile ipotizzare che i contenuti diventeranno più omogenei a livello globale. Tuttavia la realtà è che i contenuti sono ridefiniti simultaneamente dalle forze della globalizzazione e della localizzazione; e mentre gran parte del settore assume connotati più globali, i gusti per i contenuti e le culture rimangono decisamente locali. Il primo weekend al box office del film Batman v Superman: Dawn of Justice a marzo del 2016 in 66 paesi fuori dagli USA ha incassato 254 milioni di US$, registrando il quinto maggior successo nelle première internazionali di tutti i tempi.[1] Ma l’esordio più riuscito quest’anno sul mercato cinese, invece, è la commedia fantasy prodotta a Hong Kong, The Mermaid, con un incasso di 122 milioni di $ nel solo weekend di anteprima a febbraio 2016.

 

  1. Consumi: la gioia dei ‘bundle’ – offerta a pacchetto

La possibilità per i consumatori di definire la propria “dieta mediatica” personale si è affermata come uno dei trend più forti. Ma il bundle (offerta a pacchetto) è tutt’altro che morto: le maggiori aziende di video e TV via cavo, inizialmente lente a reagire, si stanno riaffacciando offrendo contenuti su base integrata ‘omni-canale’, su tv, computer portatile, tablet e smartphone. Se è vero che questo nuovo stile di bundle è in crescita, il grosso dei servizi digitali OTT per il mass market sarà gradualmente riassorbito in offerte cumulative che faranno eco al tradizionale pacchetto analogico, ma a prezzi più flessibili e con una disponibilità ampliata a tutta la gamma di dispositivi. Quando questo accadrà, la competizione potrebbe alzarsi di livello, mentre i player del settore TV via cavo, tecnologia e telecomunicazioni si daranno battaglia per l’accesso alla distribuzione.

 

  1. Geografia: focus su mercati a maggiore crescita

Anche nel passato più recente le società di E&M avevano aspettative diversificate rispetto ai mercati sviluppati (crescita lenta, bassa regolamentazione, accesso più facile) e quelli in via di sviluppo (crescita rapida, alta regolamentazione, accesso più difficile). Ma le dinamiche cambiano rapidamente man mano che la disruption spinge i mercati verso uno sviluppo molto differenziato, con potenziali opportunità molto differenti anche all’interno della stessa regione. Oltre a concentrarsi sui mercati a crescita più rapida come Indonesia, India e Perù, le società del settore dovranno anche continuare a focalizzarsi sulle aree che generano la crescita maggiore in termini assoluti, come USA e Cina.

 

  1. Modelli di business: Trasformazione e modelli ibridi

Il mercato E&M odierno comprende società tecnologiche, che competono come aziende ibride che producono contenuti, e le case editrici tradizionali, che in modalità opposta evolvono nella modalità opposta cercando di distinguersi come società tecnologiche ibride. Ciò conferma come tecnologia e digitalizzazione rappresentano una forza centripeta che rompe i rapporti esistenti, spingendo grandi organizzazioni generaliste a cedere il passo ai piccoli specialisti e consentendo ai competitor minori e più agili di sbaragliare i nomi consolidati. Per le maggiori agenzie pubblicitarie si prospetta un nuovo modello di ‘super agenzia’, in grado di unire capacità di programmazione, analitiche, di aggregazione di dati e contenuti native.

 

Deborah Bothun, PwC Global Entertainment and Media Leader di PwC commenta: “Sulla base di questi cinque trend, le società dovranno coniugare la comprensione dello scenario macro con l’approfondimento a livello locale, per sostenere la creazione di valore e massimizzare la crescita. In un panorama sempre più diversificato e multi-sfaccettato, il comparto E&M impara dalle esperienze più recenti e punta all’agilità necessaria per identificare e cogliere le opportunità. Per farlo, le società devono catturare l’attenzione dei consumatori con esperienze (digitali e non) che li coinvolgano e dove trovino rispondenza a livello locale. I player globali che riusciranno in questa impresa potranno cogliere importanti opportunità”.