MEDIA

Nielsen, il 2015 si chiude con +1,7% negli investimenti pubblicitari


12.02.2016

Il mercato degli investimenti pubblicitari chiude il 2015 con un segno positivo dell’1,7% rispetto al 2014, se si considera anche la porzione web (principalmente search e social) stimata da Nielsen. Limitatamente al perimetro tradizionale, l’anno si chiude invece di poco sotto quota zero (-0,5%). “Dopo un inizio faticoso – ha dichiarato Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen – il 2015 si è chiuso positivamente, grazie al traino di un buon secondo semestre che ci rende ottimisti anche per il probabile consolidamento in positivo che prevediamo per il 2016”.

Relativamente ai singoli mezzi, la Tv chiude il 2015 a +0,7%, grazie a un secondo semestre a +5,3%. Confermano il segno negativo i quotidiani e i periodici (rispettivamente a -6,6% e – 4,1%). Crescita sensibilmente sopra la media del mercato, invece, per la Radio, che a fine 2015 segna +8,8%. Anche Internet, sulla base delle stime di Nielsen relative al totale del web advertising, aggiungendo dunque la porzione di mercato non monitorata, si distingue chiudendo l’anno con una crescita dell’ 8,5%. Escludendo il mondo search e social, la performance del web rispecchia tendenzialmente l’andamento del mercato a parità di perimetro (-0,7%).

Notizie positive anche per l’out of home: anche grazie a Expo 2015, il settore chiude con outdoor a +3,3%, transit +15,6% e out of home Tv +13,1%. Andamento ancora negativo invece per il direct mail e il cinema, rispettivamente in calo dell’8,3% e del 4,1%. Relativamente al solo mese di dicembre, il mercato cresce del 4,5%, con la raccolta sulla Tv e sulla radio rispettivamente a +7,3% e +5,1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Internet cresce complessivamente del 6,5%, mentre la stampa segna un calo del 2,3%.  Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 11 in crescita nel 2015, con un apporto di circa 176 milioni di euro.

Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nei 12 mesi: alla crescita di alimentari (+6,5%, circa 51,7 milioni) e farmaceutici (+8,6%, circa 25,8 milioni), si contrappone il calo di finanza/assicurazioni -8,7%, circa 28,5 milioni), telecomunicazioni (-7,7%, circa 27,7 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano da servizi professionali (+7,9%), bevande/alcolici (+9,3%) e gestione casa (+8,5%).

Distribuzione e farmaceutici/salute sono invece gli unici due settori che evidenziano una crescita analizzando gli investimenti degli ultimi 10 anni, dal 2005 al 2015, mentre i cali più significativi nella decade si riscontrano per tlc e auto. “Negli  anni a venire – conclude Dal Sasso – le novità tecnologiche rappresenteranno un driver di cambiamento anche nella allocazione dei budget pubblicitari, aspettando che i millennials abbiano un ruolo significativo anche nel cambiamento dei consumi”.

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