DIGITAL

Dodo pianifica il Roadblock con Vivaki Operating System e ottimizza gli investimenti


15.12.2015
Cristina Ughes

Il brand di gioielli Dodo è il primo advertiser del settore lusso a utilizzare il formato Roadblock (riservato ai premium advertiser e fino a oggi non acquistabile in modalità automatizzata) all’interno di una campagna pubblicitaria pianificata in modalità programmatic. La pianificazione è curata da VOS (VivaKi Operating System), la divisione di VivaKi dedicata allo sviluppo di prodotti e soluzioni nell’ambito del programmatic advertising per i clienti del Gruppo Publicis, in sinergia con ZenithOptimedia.

La campagna, online sul sito di Vanity Fair nel mese di novembre, ha garantito al cliente l’esclusività in pagina attraverso la presenza simultanea dei diversi formati: box, halfpage e masthead. Le diverse creatività pubblicate in contemporanea hanno permesso a un cliente Lusso di aprirsi al programmatic.

“Il programmatic advertising casino online è un mercato in continua evoluzione. Questo nuovo sviluppo ci permette di soddisfare le richieste di importanti clienti del settore lusso, interessati a esplorare il mondo del programmatic advertising con richieste ed esigenze specifiche”, ha dichiarato Cristina Ughes, director of VOS Italy.

“Dodo è un brand dall’anima fortemente digitale, pioniere per natura, non poteva non essere il primo, tra i luxury brand in Italia, a esplorare il Roadblock in programmatic. Siamo veramente soddisfatti dei risultati e pronti a ripetere l’esperienza nel 2016”, ha dichiarato Angela Za, trade & marketing manager di Dodo.

Dal punto di vista di prodotto il Roadblock rappresenta l’espressione massima del programmatic guaranteed, attraverso cui è possibile da una parte seguire le regole della reservation (scegliere il periodo, il budget da investire, le concessionarie e il prezzo), dall’altra sfruttare i vantaggi della gestione della campagna su piattaforma, ottenendo risultati in tempo reale, ottimizzando costantemente la campagna in corso e gestendone più linee in modo coordinato.

I risultati dell’attività mettono in evidenza come attraverso il programmatic sia possibile ottimizzare gli investimenti con un costo per contatto sensibilmente più basso della media delle campagne digitali pianificate in modalità tradizionale.