DIGITAL

Tg|adv, time to market ed expertise nell’evoluzione dell’offerta


01.12.2015
Alberto Gugliada

Programmatic, native adv, big data. Tanti gli strumenti messi a disposizione dei protagonisti del settore, per affrontare al meglio le sfide della comunicazione.

In questo contesto Tg|adv, concessionaria che opera nel mercato digitale, ha scelto di intraprendere la strada dell’evoluzione. “Da inizio anno ci siamo dotati dei principali strumenti presenti sul mercato che oggi ci supportano nella gestione di tutte le attività inserite nella nostra offerta commerciale – ha dichiarato a Today Pubblicità Italia Alberto Gugliada, ceo di Tg|adv -. La grande sfida è proprio quella di ‘sfruttare’ ancor più e ancor meglio tutti questi strumenti affinché diventino a tutti gli effetti la prassi quotidiana”.

A questo proposito, il manager ha affermato: “Tg|adv da sempre investe sulle novità e anche quest’anno ha puntato su un’importante organizzazione interna per poter offrire soluzioni in linea con le nuove esigenze degli investitori. La concessionaria vanta un time to market competitivo rispetto ai concorrenti e una forte expertise e conoscenza dei prodotti: tra i primi nella proposizione di progettualità online casino di native adv, e ad integrare nella propria offerta il programmatic buying”.

Il cambiamento è in atto: “Da un’organizzazione legata a un focus su agenzie e clienti diretti ci stiamo legando di più ai prodotti. Abbiamo un focus sulla parte display e video adv, dove è molto strategica la skill riferita al programmatic e all’rtb, ma prestiamo molta attenzione anche e soprattutto alle nuove soluzioni advertising legate al mondo mobile. Abbiamo inoltre l’altra divisione dedicata alle brand partnership”.

In riferimento al programmatic e alla sua applicazione sul mobile Gugliada ha spiegato: “Tecnicamente, sia per quanto riguarda l’implementazione dei formati, sia per la gestione delle piattaforme, il programmatic su mobile non differisce in maniera sostanziale dalla versione desktop più tradizionale. Tuttavia, alcune differenze si riscontrano sicuramente sugli investimenti, ad oggi ancora deboli su mobile, sui formati video, penalizzati a causa di limitazioni imposte dai diversi sistemi operativi e anche sugli strumenti di misurazione. Solo negli ultimi mesi infatti si stanno facendo i primi test per misurare la viewability su mobile, che diventerà uno standard nel prossimo anno”.