MEDIA

Upa e Fieg, il ruolo della stampa nella dieta mediatica degli italiani


26.06.2015

Nella foto Lorenzo Sassoli de Bianchi e Maurizio Costa

Sassoli: “Lo scorso anno 6.000 imprese hanno investito sulla stampa quotidiana e 7.000 sulla stampa periodica”. Costa: “Aumenta l’efficacia complessiva della comunicazione”


Fieg e Upa hanno promosso la ricerca ‘Quotidiani e periodici a pagamento: ruolo, valori e prospettive evolutive’ per indagare a fondo il ruolo delle testate quotidiane e periodiche e i loro lettori e fornire uno strumento di riflessione, ma anche di lavoro, al mercato. I dati della ricerca condotta da Episteme sono stati presentati ieri a Milano da Monica Fabris e discussi dai due presidenti di Fieg e Upa, Maurizio Costa e Lorenzo Sassoli de Bianchi, e da tre imprese protagoniste della comunicazione: Gruppo Artsana con Francesca Catelli, L’Oréal con Cristina Scocchia e  Intesa Sanpaolo con Vittorio Meloni. La ricerca ha raccolto e analizzato 160 storie di lettori, che hanno raccontato giorno per giorno il loro rapporto con la lettura dei giornali nell’arco di due settimane. Una relazione ‘intima’, un coinvolgimento ‘emotivo’, il riconoscimento della propria ‘identità’, sentimenti di ‘fiducia e complicità’: sono le prime evidenze interpretative della ricerca. Quello della lettura è un momento ‘sacro’, dedicato a se stessi e difeso dalle ingerenze esterne di ogni tipo. I giornali cartacei vengono, oltre che letti, ‘manipolati, staccati, ritagliati, archiviati, collezionati, riletti e riutilizzati’. E la ‘lentezza’ connessa alla loro fruizione favorisce la comprensione e l’assimilazione dei contenuti.

La ricerca ha individuato quattro tipologie di lettori: curioso, social, spensierato e impegnato. Tutti i giorni quasi 20 milioni di italiani leggono un quotidiano, ogni settimana 17 milioni di italiani leggono un settimanale, ogni mese oltre 16 milioni di italiani leggono un mensile. Il 90% della popolazione sopra i 14 anni, 46,3 milioni di italiani, legge ogni mese almeno un giornale. Oltre 8.700 giornalisti dipendenti e 25mila giornalisti collaboratori assicurano un flusso costante di informazioni attendibili e autorevoli, veicolate su carta, sul web e sul mobile. Alle testate a pagamento è dunque riconosciuta la capacità di assicurare una mappatura esaustiva dei fatti senza compromettere il piacere dell’esplorazione del nuovo. Anche se – conferma la ricerca Upa-Fieg – l’approfondimento rimane il cuore della mission attribuita alle testate a pagamento. Nel futuro le testate dovranno rivendicare la propria diversità fatta di ‘primato della parola’, grande articolazione dei punti di vista e alto tasso di cooperazione interpretativa da parte del lettore.

“Il mezzo stampa ha dei plus, che trovano conferma negli studi più recenti, ma anche nei numeri che realizza: credibilità e attendibilità, inclusività, fisicità, esclusività della fruizione – ha commentato i risultati Costa -.  Leggere e informarsi sulla carta favorisce l’attenzione, riduce il rischio di distrazione, consente più che nel web una scelta attiva tarata su propri interessi e passioni. Nella sinergia con gli altri media e per le peculiarità che le sono proprie, prima fra tutte la forza della parola scritta, la stampa completa e anzi aumenta l’efficacia complessiva della comunicazione”. Le aziende che investono in pubblicità sono complessivamente quasi 15.000 in Italia, e di queste lo scorso anno 6.000 hanno investito sulla stampa quotidiana e 7.000 sulla stampa periodica.

“La stampa è e sarà un mezzo strategico per chi investe in pubblicità – ha commentato il presidente Upa Sassoli, a margine della presentazione della ricerca – e ciò perché vi è trasferimento di autorevolezza reciproco tra mezzi e campagne pubblicitarie, perché attraverso la stampa si rafforza la reputazione di marca e perché la stampa permette di approfondire più di ogni altro mezzo creando una connessione concreta tra bisogno e soluzione. Per il futuro è evidente che si integreranno sempre più carta stampata e strumenti digitali, una integrazione vista con interesse e favore dagli investitori”.

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