MARKETING

Privacy, nel 2014 focus sulle emergenze nazionali e tutela dei consumatori


24.06.2015

di Federico Unnia


 

La sorveglianza di massa e i problemi posti dal terrorismo, anche informatico; il mondo della Rete e i social media; il ruolo giocato dai grandi provider e la profilazione on line; l’uso delle nuove tecnologie sul posto di lavoro; il telemarketing selvaggio; i diritti dei consumatori. Sono questi alcuni dei principali campi di intervento del Garante privacy nel 2014 di cui si è parlato ieri nel corso della presentazione della Relazione sull’attività 2014. Particolare importanza ha assunto il lavoro svolto per assicurare la tutela della protezione dei dati in Rete.

Il Garante italiano, primo tra i Garanti europei, ha dato prescrizioni a Google per rendere conforme la sua privacy policy alle norme italiane, ottenendo da Mountain View l’accettazione di un protocollo per verificare l’attuazione delle prescrizioni. Ha definito, e recentemente è entrato in vigore, un modello semplificato di raccolta del consenso per l’uso trasparente dei cookie da parte dei siti. E’ stato inoltre ulteriormente rafforzato il diritto delle persone a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line e si sono definiti i principi per l’accoglimento delle richieste di tutela del diritto all’oblio su Internet. Il Garante è intervenuto per dare indicazioni sul corretto uso degli  smartphone e tablet aziendali in dotazione ai lavoratori e per assicurare tutele nel mercato del lavoro on line. Rilevante anche l’impegno nel dettare regole per  ridurre drasticamente il fenomeno delle cosiddette ‘telefonate mute’ e per la tutela degli abbonati telefonici contro il telemarketing aggressivo (con prescrizioni e sanzioni adottate nei confronti di società che operano nel settore).

Un capitolo importante ha riguardato il rapporto tra privacy e diritto di cronaca, con particolare riguardo a quella giudiziaria e alla divulgazione di atti di indagine, in grado di provocare gravi danni alla dignità delle persone, anche minori. Passando ai numeri, nel 2014 sono stati adottati 628 provvedimenti collegiali. L’Autorità ha fornito riscontro a 4.894 tra quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento ai seguenti settori: marketing telefonico (in forte aumento); credito al consumo; videosorveglianza; recupero crediti; assicurazioni; rapporti di lavoro; giornalismo; condominio. Sono stati decisi 222 ricorsi, riguardanti soprattutto banche e società finanziarie; datori di lavoro pubblici e privati; attività di marketing; editori (anche televisivi);  compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici; informazioni creditizie; amministrazioni condominiali.

Le violazioni amministrative contestate sono state 577: una parte consistente ha riguardato il trattamento illecito dei dati, legato principalmente al marketing telefonico e all’uso dei dati personali senza consenso;  alla omessa comunicazione, agli interessati e al Garante, di violazioni subite dalle banche dati di gestori di telefonia e comunicazione elettronica (data  breach); all’omessa o inadeguata informativa agli utenti sul trattamento dei loro dati personali; alla conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico; alla mancata adozione di misure di sicurezza; all’omessa esibizione di documenti al Garante; all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Circa 5 milioni Euro le sanzioni amministrative riscosse. Le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria sono state 39, in particolare  per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati. Per quanto riguarda l’attività di relazione con il pubblico si è dato riscontro a oltre 33.200 quesiti, che hanno riguardato, in particolare, le problematiche legate alle telefonate promozionali indesiderate; a Internet; alla pubblicazione di documenti da parte della Pa; alla videosorveglianza; al rapporto di lavoro.