CREATIVITY

Francesco Bozza (Categoria Film): “Più chance italiane nei progetti internazionali per questioni di budget”


19.06.2015
Francesco Bozza

Il direttore creativo esecutivo di Leo Burnett:  “Bisognerebbe sempre avere l’idea migliore e i soldi giusti per realizzarla”

di Valeria Zonca

“Non sarà una passeggiata, ma spero di poter regalare all’Italia un bellissimo Cannes: mi aspetto una settimana piena di energia, faticosa, ma stimolante. E di natura sono un ottimista”. E’ questo lo spirito con cui si presenta a Cannes Francesco Bozza (nella foto), nostro giurato nella categoria Film. “Il mio criterio di valutazione premierà la capacità di un progetto di ingaggiare le persone – spiega -. A cominciare dalla tv, dove l’intrattenimento e lo storytelling sono elementi imprescindibili, anche se nella categoria Film i lavori iscritti non sono più solo il classico 30”, bensì branded content, online film, viral, other screen, cioè quei video che sono andati in onda durante mostre, fiere, inaugurazioni, eventi o sugli aerei. Nella fase di preselezione sto vedendo pochi 30”, in prevalenza si tratta di film sopra il minuto e sono tutti meravigliosi spettacoli”.

Previsioni sull’Italia? “E’ già qualche anno che soprattutto in categorie come Direct o Promo & Activation, il nostro Paese sta performando bene ed è cresciuto il numero di Leoni vinti. Nella categoria Film trovare delle produzioni che possano tenere testa a quelle americane, inglesi e australiane è molto difficile. E’ una questione di budget, perché certi lavori sono costati come 10 spot italiani, anche se a Cannes non si può addurre come giustificazione. La crisi c’è in Italia, ma non in altri Paesi. Ho visto bellissime idee rovinate da una pessima esecuzione, ma poi c’è chi dice che i veri ‘fighi’ sanno acciuffare i premi anche con pochi soldi, grazie a un’idea forte. In realtà, bisognerebbe sempre avere l’idea migliore e i soldi giusti per realizzarla. Le agenzie italiane che lavorano con brand internazionali hanno più chance: cito ‘The Hero’ di Publicis Italia per Heineken, ‘Saving Aslan’ di Saatchi & Saatchi per Fixodent, il nostro ‘Emotion Project’ per Samsung. Difenderò anche produzioni più piccole, cercando di allungare le short list rispetto al puro conteggio matematico dei primi tre giorni di lavoro. Con il fine di premiare non tanto il meccanismo del problema-soluzione-risultato, ma quante volte mi viene voglia di rivedere un lavoro”.

Ma come è cambiato il ruolo del giurato considerato che molti progetti arrivano a Cannes già come Leoni annunciati. “Ci sono due scuole di pensiero: per alcuni Cannes è la ciliegina sulla torta di un percorso che inizia l’anno prima. E’ il caso di quello che a detta di molti è il vincitore annunciato di quasi tutte le categorie:  Always, hashtag #likeagirl. Ci sono però tante agenzie, forse la maggioranza, che decidono di iscrivere un lavoro per la prima volta proprio a Cannes. Cannes è davvero la vetrina della creatività mondiale, ognuno se la gioca come vuole e il bello è anche questo”.  Tra i Paesi emergenti, Bozza si aspetta un buon risultato “dei Paesi Arabi che stanno arrivando a livello di creatività invidiabile su marchi globali. Si confermeranno Stati Uniti, UK, Europa con Germania, Francia, Spagna e Italia che farà bella figura. Il Sud America è un punto interrogativo perché li considero molto bravi nelle operazioni integrate complesse, meno nei film”.