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Antitrust sanziona Sky Italia per la pubblicità della Uefa Champions League


18.06.2015

di Federico Unnia


Assegnata la Champions League al Barcellona di Messi, e in attesa della prossima stagione di coppa con le orecchie in esclusiva su Mediaset, Sky incassa un brutto colpo. L’Autorità Antitrust, presieduta da Giovanni Pitruzzella  ha sanzionato con 175mila euro di multa la comunicazione diffusa  per pubblicizzare l’offerta in esclusiva in alta definizione di sole 128 partite sulle 144 complessive perché ingannevole e non trasparente. Le affermazioni riportate da Sky nella pubblicità dell’offerta, specialmente l’enfasi posta sul fatto che l’evento fosse “live e in esclusiva” e “solo su Sky”, avrebbero indotto i consumatori a ritenere che Sky avesse l’esclusiva di tutte le gare del torneo in diretta – quando invece ogni mercoledì una partita di una squadra italiana o comunque la c.d. migliore partita del mercoledì risulterebbe fruibile in diretta soltanto sulle reti Mediaset e quindi non accessibile dai sottoscrittori dell’abbonamento Sky.

Indicare, come fatto nei messaggi, che l’offerta riguardava 128 partite, senza dire che il numero totale era invece superiore (sono 144 più la finale), a detta dell’Autorità, faceva credere al consumatore che le 128 partite trasmesse in esclusiva ricomprendano l’intera competizione calcistica, anche alla luce dell’enfasi posta sui vantaggi connessi al confezionamento del prodotto garantito da tale operatore (visione in HD, interattività, possibilità di visione dell’evento ovunque si voglia grazie a SkyGo, cronaca da parte dei propri commentatori). La campagna pubblicitaria, contesta inoltre l’Autorità, è proseguita anche dopo che erano state giocate le 18 partite del turno preliminare, quando dunque le partite disponibili erano 110 e non più 128. La campagna è dunque stata considerata idonea a indurre in errore il consumatore. E questo anche se in una fase successiva l’azienda indicava le limitazioni dell’offerta.

Non rappresentano per l’Autorità un’esimente le maggiori delucidazioni fornite da Sky attraverso la rete commerciale o in occasione di chiamate al servizio clienti in quanto tale informativa riguarda un momento successivo alla prima fase di contatto con il consumatore, rappresentata dalla fruizione del messaggio pubblicitario. La correttezza della condotta deve essere verificata nell’ambito del medesimo contesto di comunicazione in cui la pratica viene integrata e non già sulla base di ulteriori informazioni che il professionista rende disponibili in un contesto diverso o in una fase successiva ed eventuale a quella in cui la condotta si realizza e, quindi, ad effetto promozionale ormai prodotto.