CREATIVITY

Guido Surci: dopo 4 anni con segno negativo, previsioni 2015 a +1,2%


18.06.2015
Guido Surci

di Laura Buraschi


Da poco nominato presidente del Centro Studi Assocom, Guido Surci (nella foto), chief strategy & innovation officer Havas Media Group, si fa portavoce di buone notizie per il comparto: “Due anni fa in questa occasione la stima presentata era del -12%, lo scorso anno -1%: in entrambi i casi si è trattato di previsioni rivelatesi molto precise. Quest’anno le notizie sono migliori”. A fronte di un incremento del Pil che per il nostro Paese nel 2015 si aggirerà intorno allo 0,7%, il mercato pubblicitario crescerà dell’1,2%. Il 51,1% degli investimenti continua a essere appannaggio della televisione, per un valore di 3,626 milioni di euro. Segue il web con il 23,3% del mercato pari a 1.653 milioni, la carta stampata con il 14% pari a 990 milioni, la radio con il 6,1% pari a 430 milioni, l’out of home con il 5,2% che corrisponde a 369 milioni ed infine il cinema con lo 0,3% che vale 24 milioni di euro.

La crescita più significativa si registra, come ormai da tempo, per il web: +7,2%, seguito dalla radio (+ 3,2%) e dall’out of home (+3,1%) mentre la Tv, che mantiene il primato in termini di valore, ha una crescita pari solo allo 0,3%. In calo invece il cinema (-4,3%) e soprattutto la stampa (-6,4%). Importante specificare la composizione degli investimenti online: search advertising 33% (+4,1%), display advertising 28% (+1,8%), video advertising 19% (+18,2%), social 10% (+16,3%) e classified, directories, email marketing 10% (+2,9%). “La nostra stima del +1,2 di crescita degli investimenti nei paid media per il 2015 rappresenta la ripresa solo in modo marginale – sottolinea però Surci – a differenza di quanto avvenuto nelle riprese del 2010 e del 2003. Allungando lo sguardo oltre la contingenza del 2015 infatti, quello che vediamo è una direttrice di sviluppo importante in quel complesso e variegato mondo che è la comunicazione data driven”.

Tutto i settore deve quindi imparare a conoscere la ‘data driven communication’ e su questo tema sono seguiti alcuni interventi, a partire da quelli delle due aziende che hanno scelto di sponsorizzare l’evento ‘Comunicare domani’: Facebook e Oracle. “Facebook si è evoluta da brand del mondo dei social network a vera e propria piattaforma di marketing a 360 gradi, in grado di configurarsi non solo come media ma come partner ideale che permette agli investitori di cogliere tutte le opportunità generate dai dispositivi mobili – ha affermato Andrea Lai, Sales Manager Facebook -. Oggi possiamo definirci a tutti gli effetti una mobile company: gli italiani che ogni giorno accedono a Facebook da mobile sono, infatti, oltre 18 milioni”. Lai ha inoltre sottolineato che nel primo trimestre 2015 il 73% degli introiti pubblicitari di Facebook sono stati conseguiti grazie al mobile.

Gaetano de Benedetto, principal solution consultant Oracle Marketing Cloud ha illustrato lo strumento DMP e i suoi utilizzi: “Un tempo limitate ai soli dati interni, oggi le aziende possono ricavare preziose indicazioni aggiungendo ulteriori fonti di dati esterne per migliorare la customer experience e l’efficienza operativa. In questo contesto i player del mercato della comunicazione rappresentano una guida strategica per i CMO nel processo di trasformazione digitale. C’è una battaglia in corso per il market share, e come player principali emergeranno le aziende in grado acquisire nuove competenze e guidare i decision maker ad affrontare le sfide dettate dalle nuove dinamiche di mercato”.

Fabio Gusmaroli, publisher manager WebAds, ha illustrato le potenzialità di LinkedIn per ottenere ulteriori informazioni preziose sul proprio target mentre Andrea Ramponi, regional vice president DACH Marin Software, ha sottolineato l’importanza di integrare search e social advertising. “Non è tipico della notsra industry occuparci di numeri – ha poi evidenziato Diego Biasi, presidente Business Press e rappresentante Pr Hub-Assocom – ma le cose stanno cambiando e negli ultimi 6-7 anni, con l’avvento dei social, abbiamo vissuto una vera e propria rivoluzione. L’opportunità è ghiotta per le agenzie di pr che hanno saputo affrontare un riposizionamento strategico. I numeri servono al nostro settore per capire il target, per pesare le testate e gli influencer, per intercettare i trend”.


 

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