CREATIVITY

Assocom, passa il nuovo Statuto. Testa: “Concluso il mio compito”


18.06.2015
Marco Testa

Secondo il presidente “alcune sigle non rientreranno”, ma nella nuova associazione risanata “giusto lasciare spazio ai grandi soci o a gente giovane”

di Valeria Zonca

Il presidente di Assocom Marco Testa (nella foto) ritiene di aver traghettato l’associazione verso l’obiettivo: quello di risanare, ricompattare e rafforzare l’associazione affinché possa essere rappresentativa per tutto il mercato della comunicazione. Ieri, all’incontro Comunicare Domani ‘(Data) Revolution’ Testa ha dichiarato di “essere contento dell’andamento dell’associazione, grazie anche alla ventina di new entry di agenzie pr (provenienti dalla diaspora in Assorel, ndr) che hanno saputo dare un’immagine di innovazione e di aver concluso il mio compito di mettere in sicurezza l’associazione”.

Come da ‘copione’, proprio ieri pomeriggio l’assemblea ordinaria e straordinaria di Assocom ha approvato la riforma dello Statuto. Le modifiche introdotte (vedi notizia) nascono dall’esigenza di ampliare la partecipazione consentendo a tutti gli associati, comprese le grandi sigle, di essere adeguatamente rappresentati per il peso specifico che hanno sul mercato. Il nuovo meccanismo attribuisce diritto di rappresentanza e di voto alle strutture in proporzione alla loro dimensione, con la possibilità di avere da 1 a 3 persone presenti in assemblea. È stato inoltre approvato un nuovo sistema delle deleghe in assemblea: ciascun membro avrà la possibilità di ricevere una sola delega da altri associati, invece di quattro. L’approvazione delle modifiche potrebbe creare le condizioni per il rientro, in primis, dei centri media di Publicis Groupe che le avevano poste come conditio sine qua non per rifare parte dell’associazione.

“Abbiamo stimolato i cambiamenti più significativi – ha precisato Testa nella mattinata -. Spero che alcuni fuoriusciti possano rientrare con le nuove modifiche. Constato che c’è una grande voglia di fare da parte di tutti i membri del Consiglio e sarà giusto lasciare spazio ai grandi soci o a gente giovane. Ho cercato di darmi una giustificazione al fatto che in altri mercati c’è un maggiore rispetto a tutto il comparto della comunicazione e delle associazioni, con le agenzie che collaborano, mentre in Italia, nonostante il momento di crisi che coinvolge tutti, ci sono aziende che hanno deciso di non condividere nulla. Considero che fare parte di un’associazione sia un ‘impegno morale’, perché significa lavorare gratis e fare qualcosa di positivo per il mercato in cui si opera. E’ ormai chiaro che ci sono sigle che non rientreranno in Assocom e avranno le loro motivazioni. Inoltre, l’aggressività delle gare nell’ultimo periodo lascia le mani più libere a chi non è associato”. Nella giornata di ieri è stata lanciata anche la seconda edizione del festival della creatività IF Italian Festival che sarà di scena dal 5 al 7 novembre al Teatro Parenti di Milano (il nuovo format dell’evento sarà presentato a Cannes il prossimo 25 giugno).

Un altro argomento caldo è quello delle Audi, commentato a margine della mattinata dal presidente del Centro Studi Assocom, Guido Surci. “E’ necessaria una convergenza tra Audiweb e Auditel. Non c’è bisogno di una Auditutto, ma Audi deve essere sinonimo di chiarezza e c’è bisogno di un linguaggio comune e di risultati comparabili. E’ al lavoro un tavolo comune per far confluire le metriche: quando arriverà Netflix in Italia sarà misurata da Auditel o da Audiweb?”.