CREATIVITY

International GrandPrix Advertising Strategies, va in scena la creatività italiana


03.06.2015

Novità di quest’anno è l’app Mediaset Connect, grazie alla quale si potrà seguire l’evento in streaming e votare il Premio Innovation di Mediamond

di Valeria Zonca


L’attesa è finita. Si tiene infatti questa sera alle ore 19.00 la 28esima edizione dell’International GrandPrix Advertising Strategies al Barclays Teatro Nazionale di Milano. Il Premio organizzato da TVN Media Group riunisce il meglio della comunicazione e coinvolge il pubblico nella scelta del vincitore assoluto tra le campagne presentate. Tra gli ospiti sono attesi il Maestro Pupi Avati, regista, Alessia Marcuzzi, conduttrice tv e web influencer, Giuseppe Sala, commissario unico e amministratore delegato di Expo Italia 2015, Tewolde Gebremariam, ceo di Ethiopian Airlines, Giusy Versace, atleta paraolimpica (vedi notizia).

L’hashtag per seguire l’evento su Twitter è #gpconnect2015.

Novità di quest’anno è l’app Mediaset Connect, grazie alla quale si potrà seguire l’evento in streaming e votare il Premio Innovation di Mediamond (vedi notizia). Mattatore della serata, ancora una volta, è Piero Chiambretti. Il conduttore torinese rivela a Today Pubblicità Italia di essere in un momento fortunato per la sua carriera, grazie al suo ultimo programma Grand Hotel Chiambretti andato in onda dal 20 febbraio 2015, ogni venerdì in seconda serata su Canale 5 e al suo ruolo di testimonial pubblicitario. “Ho rinsaldato il mio matrimonio con Fiat: dopo essere da anni, quasi un record, la voce di un marchio importante come Panda, recentemente sono diventato testimonial di campagne di corporate e quindi di tutti i marchi della casa automobilistica. Ho girato una nuova serie audio e video per lo spot della nuova Panda K-Way. Tra il programma e la pubblicità, la mia popolarità è più alta di quella di alcuni politici. Però la ruota gira, si va su e giù”.

Con la sua pungente ironia, il presentatore nel corso delle 15 puntate di Grand Hotel Chiambretti ha voluto inventare “un genere ‘trash-chic’ o ‘popular-chic’, un programma popolare con facce molto riconoscibili, argomenti aperti, ma trattati con originalità. Ho visto un’Italia che continua ad avere degli eccessi in un momento di normalizzazione generalizzata. La normalità non aiuta certo il corto circuito della creatività. Io sono per gli eccessi ‘organizzati’, così come per i casini organizzati: per casini intendo la creatività che deve dare spazio all’istintività, nata però dallo studio e dal lavoro. Nello stesso caso, dico che la televisione che facciamo è popolare perché la rete dove siamo ospitati è per antonomasia la più popolare. Però il pubblico di Canale 5, pur essendo in parte molto conservatore, è anche più portato a vedere e a sentire cose diverse”.