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Alle ‘origini’ di Expo: una vittoria del Sistema Paese


21.04.2015

Presentato ieri a Milano il libro edito da Indiana che illustra il percorso diplomatico che ha portato l’Esposizione Universale nel capoluogo lombardo

di Andrea Crocioni

Il 31 marzo del 2008 il BIE assegnava l’organizzazione di Expo 2015 a Milano. Il capoluogo lombardo, scommettendo sul tema ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’, riusciva ad avere la meglio sulla città turca di Smirne. Una sfida vinta grazie all’intenso lavoro diplomatico messo in atto dal nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Gaetano Castellini Curiel, esperto di relazioni internazionali che quel ‘percorso’ lo ha vissuto da protagonista e lo ha raccontato nel libro La candidatura. Expo: la vera storia di un successo italiano (edito da Indiana), che proprio ieri è stato presentato a Milano.

Fra il 2005 e il 2011 ha lavorato per il Gabinetto del sindaco di Milano, per il quale ha seguito la candidatura a Expo 2015. Cosa l’ha spinta a raccogliere l’esperienza in questo libro?

‘La candidatura’ è nata su una richiesta della casa editrice Indiana. Il mio desiderio era quello di lasciare una traccia storica sia personale che pubblica di quella che è stata la storia per portare l’evento a Milano. Ovvero di come abbia contribuito il sistema Paese in modo coeso affinché si vincesse sull’altra candidata. Il libro è  anche un modo di riflettere su come a soli otto anni di distanza fosse forte e positiva la nostra immagine nel mondo, un mondo diverso, basti pensare oggi al Maghreb, ad alcuni Paesi dell’Africa, ma anche a realtà economiche del nostro Paese quali Fiat, Finmeccanica.

Come si costruisce un’operazione ‘diplomatica’ come questa?

Noi ci siamo ispirati alla strategia di Londra 2012, ovvero quella di visitare più Paesi possibili presentando la nostra candidatura. Siamo passati da una diplomazia centralista tipica del sistema francese ad una economica, ovvero con la partecipazione del sistema Paese, caratteristica del modello anglosassone e americano.

Come siete riusciti a raccontare l’Expo tricolore a Paesi culturalmente anche molto lontani?

Siamo stati molto facilitati dalla simpatia che riscuote il nostro Paese all’estero. Avevamo e abbiamo delle eccellenze imprenditoriali e aziendali, nel terzo settore con il lavoro che svolgono le nostre ONG nei Paesi in via di sviluppo, nello sport, nella sanità e nel turismo, questo ci ha aiutato molto. Le maggiori difficoltà le abbiamo riscontrate nei Paesi caraibici dove non erano stati mantenuti degli impegni in passato.

Gli elementi essenziali per far pendere la bilancia dalla parte di Milano? 

Il tema, il fatto che abbiamo visitato ogni Paese e che a una piccola isola del pacifico abbiamo dato la stessa importanza di una super potenza economica. Siamo sempre stati abbastanza positivi in quanto il sistema italiano era molto compatto dalla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio in giù, cosa che non fu per il nostro avversario Smirne.

L’intervista completa sarà pubblicata sul numero di aprile del mensile Pubblicità Italia.