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Iab Seminar, nuovo format e nuova location per l’edizione numero 11


07.04.2015

di Serena Poerio


L’appuntamento con l’undicesima edizione dello Iab Seminar è per il prossimo 15 aprile al MiCo – Milano Congressi. Il titolo e tema di quest’anno è Native Advertising – The Art of Making, focus sarà quindi il native inteso come segmento pubblicitario innovativo sempre più apprezzato sia dagli addetti ai lavori per la sua capacità di allargare l’offerta di posizionamenti pubblicitari sia dagli utenti per la sua capacità di aggiungere valore all’esperienza di navigazione, offrendo in maniera naturale elementi di advertising e di content marketing.

“Già dall’anno scorso abbiamo iniziato un percorso di rinnovamento dei pillar associativi e di divulgazione dei contenuti durante gli eventi – ha dichiarato a Today Pubblicità Italia Raffaele Cirullo (nella foto), Head of Internal and External Media di Enel Group e Consigliere Iab -. Per il prossimo Iab Seminar avremo un’agenda molto ritmata (iabseminar.it/agenda-iab-seminar-native-advertising) che, nell’arco di un’intera giornata, vedrà avvicendarsi ospiti nazionali e internazionali”.

Tra le novità, quindi, oltre alla location – sono attese circa 1000 persone -, la moderazione di Marco Montemagno e il format: “Abbiamo deciso di parlare a un pubblico più esteso. A oggi ci sono una serie di player che guardano al nostro mercato, è un bel messaggio per la nostra industry – ha continuato il manager -, abbiamo spostato il focus sulle case history, che fungono da best practice per chi partecipa all’evento. Abbiamo dato la possibilità ad alcuni sponsor di avere uno spazio espositivo per sviluppare networking, per creare anche delle opportunità commerciali. Riproponiamo in piccolo il modello dello Iab Forum”.

Alla domanda se il modello ‘televisivo’ dello scorso Iab Forum possa essere applicato anche a una giornata in cui i temi trattati sono molto tecnici e puntuali, Raffaele Cirullo  ha risposto: “E’ proprio questa la grande sfida: dare un’esperienza che dura un giorno con un’agenda molto serrata, contenuti veloci con una logica televisiva. Sul Native – ha commentato Cirullo – c’è grande interesse intorno a questo tema. Ci sono casi concreti di iniziative realizzate in Italia, sia da parte degli editori che degli investitori. Siamo in una fase in cui è necessario fare un approfondimento e Iab in tal senso gioca il ruolo fondamentale: come associazione muove lo sviluppo di questo formato”.

In riferimento al tema del native in seno a Iab è nato a gennaio di quest’anno un Comitato Scientifico, composto dal vicepresidente Iab Italia Michele Marzan, Raffaele Cirullo e due associati, 4W Marketplace e Outbrain. “Vogliamo mettere a fattore comune una serie di competenze che sono all’ interno dell’ associazione. Abbiamo progettato e discusso i contenuti della pubblicazione che distribuiremo durante la giornata. La nostra idea per i prossimi temi che andremo a trattare è di coinvolgere i nostri associati e mettere a disposizione le competenze e le eccellenze che ci sono”.

Durante l’evento sarà distribuito ai partecipanti un playbook “per indicare un frame di riferimento che indichi le linee guida che garantiscano la trasparenza verso l’utente e generino valore per publisher ecliente”. Al momento nel nostro Paese il native non è ancora rilevato rispetto a un totale di investimenti digitali che in Italia secondo i dati presentati allo Iab Forum 2014 sono in crescita del 12,7 sul 2013 (vedi notizia), ma è un formato attorno cui l’attenzione degli attori della industry è destinato a crescere.

Per quanto riguarda possibili barriere da superare, Cirullo ha dichiarato: “Non ci sono grandi barriere o problematiche. Il native è uno strumento con grandi potenzialità. E’ un formato che offre al cliente la possibilità di raccontarsi tramite un contenuto, ai publisher l’opportunità di migliorare la propria offerta redazionale, alle agenzie lo spazio di arricchire la domanda per un bisogno che sta nascendo. Siamo solo nella fase iniziale, ora è il momento giusto”.