CREATIVITY

Il progetto ‘giovani’ di Adci. Gli ‘under’ chiedono partecipazione


07.04.2015

di Andrea Crocioni


Fra le priorità di questo Consiglio dell’Art Directors Club, come confermato in occasione dell’ultima Assemblea dei soci, ci sono sicuramente i giovani. Sono diverse le iniziative in cantiere per coinvolgere maggiormente all’interno dell’associazione le nuove leve della comunicazione italiana. Abbiamo approfondito il tema con Matteo Maggiore (nella foto), Consigliere Adci con delega ai giovani.

Come vi siete mossi nel 2014?

I giovani sono stati messi al centro dell’Adci. È attraverso di loro che passa e deve passare il futuro della nostra industry. È per loro che mi sono e che ci siamo rimboccati le maniche. Il mio obiettivo, che risponde poi alla nostra filosofia come Consiglio Direttivo, è quello di portare i talenti veri sotto i riflettori, nazionali e soprattutto internazionali, privilegiando una politica del merito e, soprattutto, continuando nella diffusione di una cultura creativa nel nostro Paese già iniziata con IF! Giovani Leoni, Eurobest Young Country Selection, Il Grande Venerdì di Enzo, le iniziative intraprese, fino ad ora, in Italia. A livello internazionale, invece, grazie alla collaborazione con Patrizia Boglione, siamo riusciti a far parte dello Young Board Europeo e a portare due nostri talenti prima ad Amsterdam poi a Berlino, dove hanno partecipato a importanti workshop con clienti come Audi Worldwide e con cfo Worldwide del calibro di Amir Kassaei.

Queste politiche ‘giovanili’ che effetti hanno avuto? C’è stato fattivamente un incremento delle iscrizioni under 30 nel Club in questi  mesi?

Dallo scorso anno c’è stato un incremento del 60% nel numero di iscritti under 30.

Nel tuo ruolo di Consigliere deputato agli ‘under’ hai occasione di monitorare costantemente le nuove leve della pubblicità. Che quadro ne esce?

Ogni giovane che incontro ha una storia ben precisa e diversa da tutte le altre ma, se devo tratteggiare un quadro un po’ più ampio, posso sicuramente affermare che il nostro mercato, quello fatto di agenzie e clienti, non rappresenta certo un polo di forte attrazione. I motivi li conosciamo molto bene, ormai da anni. Quello che però trovo molto positivo è la voglia di reagire che sembra si stia sostituendo alla rassegnazione. C’è sentimento di rivalsa e, secondo me, è fondamentale che l’Adci alimenti questa scintilla per farla diventare qualcosa di davvero importante. Perché adesso i giovani chiedono una sola cosa al Club: partecipare. E non succedeva da tempo.

Quali saranno le principali iniziative che state preparando per questo 2015? 

Ci sono alcune novità che stanno prendendo vita grazie al supporto di giovani appassionati come Luca Pedrani, Roberto Ottolino e Francesco Grandazzi, che voglio ringraziare pubblicamente. Due su tutte. La prima è Adci Headhunter, un database online dei talenti del nostro mercato. Un vero e proprio strumento di recruitment, con alle spalle una selection qualitativa che porta la firma di una commissione di professionisti Adci. La seconda è Portfolio review: da maggio, un venerdì al mese, i creativi senior delle agenzie italiane incontreranno i junior per suggerimenti, consigli, approfondimenti sui loro portfolii. Li aiuteranno a valorizzare al meglio il loro lavoro e a presentarlo in maniera efficace. Credo sia un momento di formazione e di dialogo importante che deve essere recuperato.