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I vini sul web: Prosecco il più citato, Marzemino il più amato


23.03.2015

A due giorni dal Vinitaly curiosità su come il mondo digital parli dell’universo enologico. Prosecco (20,6%), Chardonnay (13,7%) e Merlot (13,0%) sono i vitigni più menzionati nel web, ma sono il Marzemino, il Montepulciano e il Raboso i vini più amati dagli internauti.

I risultati emergono da uno studio realizzato dal Centro Studi di MM-One Group, agenzia specializzata nella realizzazione di modelli di e-business per le aziende, che ha selezionato 25 Vitigni monitorando per una settimana (dal 3 al 10 marzo 2015) tutte le menzioni provenienti dal web. Gran Bretagna e Stati Uniti sono i primi due Paesi che maggiormente parlano di vino. In particolare gli inglesi sono quelli che nel 34% dei casi citano il Prosecco, gli statunitensi quelli che menzionano di più lo Chardonnay (22%), il Merlot (25%) e il Sauvignon (23%). Il Chianti, cosi come il Lambrusco, il Montepulciano e il Franciacorta, sono invece nominati maggiormente dagli italiani. Di tutti gli strumenti web monitorati, Twitter è il mezzo più utilizzato da chi parla di vino.

In particolare di tutte le menzioni, il 72% proviene da questo social, seguito di Facebook (10%), dai siti web (5%), dalle news online (4%) e da Pinterest (4%). Marginale è l’utilizzo di forum, blog, Instagram, video o altri social networks. Su Twitter sono le donne a parlare di più di vino, anche se ciascun vitigno ha i propri sostenitori. Gli uomini sono quelli che maggiormente menzionano lo Chardonnay, il Merlot, il Sauvignon, il Brunello e il Lambruso, ma sono le donne le maggiori fan di Prosecco, Chianti e Pinot.

“L’ascolto della Rete, tecnicamente chiamato Web Listening, permette alle aziende (in questo caso del vino) di capire in tempo reale cosa gli utenti dicano dei loro prodotti enologici e come ne parlino, cioè la Sentiment Analysis – afferma Mauro Cunial, presidente di MM-One Group -. Questo tipo di monitoraggio diventa fondamentale per costruire correttamente la Brand Reputation di un particolare prodotto enologico e permette di trasmettere i propri valori tramite il web per valorizzare e referenziare il brand nei confronti dell’utenza digitale. Questi dati ritornano utili, non solo per pianificare una corretta attività di Digital Pr, ma per fare una valutazione qualitativa della penetrazione dei prodotti in determinati Paesi”.