MEDIA

Rcs avvia una trattativa con Clessidra per le radio e prende tempo per la cessione dei libri


09.03.2015
Pietro Scott Jovane

Radio e libri sul tavolo del cda straordinario di Rcs Media Group convocato lo scorso venerdì. Al termine della riunione, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane (nella foto) ha preso atto “dello stato di avanzamento delle previste attività di cessione di asset non core” decidendo di avviare “una negoziazione esclusiva con un primario operatore finanziario per la possibile cessione della quota di partecipazione del 44,45% detenuta da Rcs MediaGroup in Gruppo Finelco”.

In particolare, secondo quanto riportato dall’Ansa, la trattativa è stata avviata con il fondo Clessidra di Claudio Sposito. Prima di fondare Clessidra, nel 2003, Sposito è stato per cinque anni amministratore delegato di Fininvest Spa e per dieci anni managing director di Morgan Stanley & Co. Le tre radio della holding Finelco oggetto della trattativa sono Radio 105, Virgin Radio e Radio Monte Carlo. La maggioranza della società fa capo alla famiglia Hazan. Quanto, invece, alla manifestazione di interesse di Arnoldo Mondadori Editore per l’eventuale acquisizione di Rcs Libri (vedi notizia), il consiglio ha deliberato a maggioranza “di proporre al Gruppo Mondadori la concessione di un periodo di esclusiva sino al 29 maggio 2015, al fine di approfondire termini e condizioni dell’eventuale operazione, riservandosi ogni conseguente valutazione nel merito”.

Sempre secondo quanto riportato sull’Ansa, avrebbero votato contro l’ex presidente del gruppo Piergaetano Marchetti e Attilio Guarneri, il rappresentante delle minoranze indicato dalla famiglia Rotelli. Contrario alla cessione della Rcs Libri anche il comitato di redazione di Rcs Periodici che, in una lettera indirizzata al board, scrive che cedere un asset come Rcs Libri è “un errore per tutti”.

“Perché – si domanda il cdr – un management che aveva puntato tutto sul digitale adesso vuole rinunciare a un settore come quello dei libri dove proprio il digitale rappresenta una opportunità di crescita? Perché i dirigenti non colgono le sfide del mercato e continuano a modificare il piano industriale che loro stessi si sono dati? Perché non investire davvero nello sviluppo per aumentare il fatturato del gruppo? Perché gli azionisti non si impegnano nella ricapitalizzazione già approvata?”. Rcs, dunque, prende ancora tempo per valutare l’offerta arrivata da Segrate che, stando alle stime diffuse dalla stampa finanziaria, valuterebbe l’asset dei libri (comprensivo dei brand Rizzoli, Bompiani, Sonzogno, Adelphi, Marsilio e Fabbri, oltre a tutto il ramo scolastico) circa 120-150 milioni di euro. L’ipotesi è che si arrivi ormai alla scadenza del cda in carica, prevista per il 23 aprile, rimandando ogni decisione definitiva al nuovo board che verrà eletto dall’assemblea in quell’occasione.