CREATIVITY

Libri per ragazzi: il vuoto dopo i tweens


06.03.2015

di Massimo Bolchi


“La lettura e i suoi consumatori nell’ecosistema dei mondi narrativi per l’infanzia”; questo il tema della tavola rotonda che ha aperto ieri la seconda giornata dei Doxa Kids Marketing Days. Ha suggerito i temi ai partecipanti – Lorenzo Garavaldi (Direttore Marketing Edizioni Piemme e Sperling & Kupfer), Federico Fini (Responsabile Marketing Giunti Editore) Karen Nahum (Digital Director De Agostini Libri), Fides Tosoni (Direttore Marketing RCS Libri), moderatore Gianni Peresson (AIE) – la ricerca sull’argomento presentata da Cristina Liverani (nella foto), research manager di Doxa che confermato come il libro, presso i lettori di 5-13 anni continui a mantenere una notevole attrattività. Escludendo infatti la televisione, irraggiungibile con il suo 70%, nella classifica delle cose a cui non potrebbero rinunciare gli 8-10 anni, il libro con il suo 13% viaggia sostanzialmente alla pari con console (18%), pc (12%) telefonino (11%) e tablet (9%).

“Tablet e libro – sottolinea Liverani -, vengono fruiti con le medesime logiche di immersione e coinvolgimento, ‘entrando’ totalmente nella storia indipendentemente dal supporto usato al momento”. Sono infatti sempre più fluidi e labili i confini tra il libro e gli altri mondi esperienziali che il bambino frequenta. Mondi che però variano decisamente in funzione dell’età e del sesso. E se il 61% delle bambine di 5-7 anni sceglie i libri da colorare, già a 10-13 la preferenza cade su romanzi contemporanei e sentimentali, mentre tra i maschietti di pari età prevalgono i racconti fantasy.

“Va detto che i tweens sono purtroppo l’ultimo baluardo come età, dopo di loro il libro perde terreno progressivamente”, ricorda Fini: “Occorre recuperarli parlando in altro modo, illustrando specificità diverse”. Una lettura non totalmente condivisa da Tosoni: “nel complesso il calo dei lettori si è arrestato: abbiamo perso gli occasionali, ma crescono i lettori forti (>3 libri/anno). Le nuove generazioni tendono a leggere più delle vecchie”. Quanto alla tecnologia, secondo Garavaldi  “la contrapposizione non è tanto tra libro e tablet, quanto tra la lettura immersiva e le altre offerte di intrattenimento”. “La carta si collega sempre più con il digitale”, conferma Nahum. “Si costruiscono ‘mondi creativi’ per portare le property forti su una pluralità di piattaforme”.