SPEAKER'S CORNER

Vicky Gitto: “L’Adci ha bisogno di persone appassionate, preparate e a volte scomode”


03.03.2015
Vicky Gitto

di Andrea Crocioni


Che Presidente vogliono i soci Adci? La provocazione l’aveva lanciata lo scorso febbraio Massimo Guastini dal blog dell’associazione, all’indomani dell’uscita polemica dal Consiglio Direttivo del ‘suo’ vicepresidente Davide Boscacci. Una domanda che il presidente dell’Art Directors Club Italiano riproporrà ai Soci il 7 marzo in occasione dell’Assemblea annuale. Cosa dobbiamo attenderci dall’appuntamento di sabato prossimo? Ne abbiamo parlato con Vicky Gitto (nella foto), EVP & Group Executive Creative Director di Young & Rubicam Group, sicuramente uno degli esponenti di spicco dell’advertising italiano.

Le dimissioni di Davide Boscacci hanno fatto emergere crepe all’interno dell’associazione, soprattutto sul ruolo del Club. Al di là dei nomi e dei personalismi, quale scenario intravedi?

Siamo in un Paese in cui abbiamo voragini dappertutto e ci preoccupiamo di una crepa nel Consiglio dell’Adci? No, non la metterei su questo piano, ma ridimensionerei tutto a quello che credo sia realmente accaduto: una semplice divergenza di vedute col presidente con conseguenti dimissioni di un consigliere, fine.

Il 7 marzo Guastini metterà in gioco il suo mandato. Qual è la tua risposta all’interrogativo lanciato dal blog dell’associazione? Che giudizio dai del suo mandato da presidente? Ma soprattutto di cosa ha più bisogno oggi l’Adci e l’industry della comunicazione?

Massimo Guastini ha fatto un grande lavoro per l’Adci e per la nostra industry e l’ha fatto sempre con grande umiltà, dedizione e serietà. Per questo trovo ammirevole il suo gesto, perché dimostra la volontà di una compattezza al 100% sul suo mandato che quindi non prevede alcun compromesso.

L’Adci ha bisogno di persone appassionate, preparate e a volte scomode. Credo che Massimo abbia dimostrato, con il dovuto garbo, di saperlo essere. Non mi riferisco ad alcun episodio particolare ma da quello che ho osservato in questi anni, credo che abbia sempre preso a cuore temi importanti per la nostra categoria. Magari a volte l’ha fatto con un piglio da sindacalista creativo, altre da creativo inca..bip..ato, ma credo che l’abbia fatto sempre col cuore. E in un mondo che spesso mette gli interessi e i numeri davanti a tutto, io continuo a credere in chi ci mette le persone e il loro valore.

Cosa ti aspetti (ma soprattutto auspichi) che accadrà il 7 marzo?

Che venga confermato, anche perché chi se la prende una gatta da pelare così?