MEDIA

Fininvest mette sul mercato il 7,79% di Mediaset


13.02.2015

Valore stimato 377 milioni. La finanziaria mantiene comunque il controllo con il 33,4%

Come si legge sulla stampa economica, Fininvest ha deciso di fare cassa. Ieri, cogliendo il buon momento di Mediaset in Borsa, ha collocato sul mercato il 7,79% del capitale del Biscione presso investitori istituzionali, con un incasso di 377,2 milioni. La finanziaria che fa capo a Silvio Berlusconi, che detiene attualmente il 41,28% di Mediaset, scenderà così al 33,4%, mantenendo comunque il controllo del gruppo televisivo di cui continuerà a essere l’azionista di riferimento. È stata utilizzata la procedura di ‘accelerated bookbuilding’, una ‘scorciatoia’ che consente di vendere più rapidamente un intero pacchetto azionario a investitori istituzionali, italiani ed esteri. Il collocamento sul mercato, condotto da Merrill Lynch e Unicredit Bank in qualità di joint bookrunners e joint lead managers, si è chiuso nella tarda serata di ieri. L’operazione sarà regolata il 17 febbraio, con consegna dei titoli e pagamento. Il prezzo di vendita è stato di 4,1 euro per azione, quindi con uno sconto, dopo aver chiuso la seduta a 4,26 euro (+1,48%). Sul mercato azionario sono stati collocati complessivamente 92 milioni di titoli. “La liquidità che si renderà disponibile con questa operazione – spiega una nota Fininvest – consentirà, tra l’altro, a Fininvest di proseguire nel rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale della società e di agevolare eventuali investimenti in un’ottica di diversificazione del portafoglio azionario”. Da sei mesi a questa parte, il titolo Mediaset ha guadagnato oltre il 40%: buon momento dunque per metterlo sul mercato e realizzare. In linea con la prassi di mercato per operazioni similari, la holding della famiglia Berlusconi ha inoltre assunto nei confronti dei joint bookrunners un impegno di lock-up per un periodo di 120 giorni riguardante le azioni complessivamente detenute in Mediaset al termine dell’operazione, fatte salve le eccezioni previste dalla prassi.