MEDIA

Walter Pancini: “L’Auditel del terzo millennio è già in marcia”


11.02.2015

di Claudia Cassino


 

Auditel ha compiuto 30 anni lo scorso luglio. Dal 1984 a oggi la televisione e le abitudini di consumo del pubblico hanno subito una radicale trasformazione. Gli ultimi dieci anni, in particolare, hanno visto l’affermarsi della piattaforma Sky e la transizione dall’analogico al digitale terrestre con la moltiplicazione del numero dei canali. “L’esplosione dell’offerta ha allargato il monitoraggio dalle 6/7 reti maggiori alle 196 emittenti nazionali rilevate oggi, a cui si aggiungono altre 160 tv locali pubblicate – spiega Walter Pancini (nella foto), direttore generale della società che misura l’audience televisiva -. Auditel ha risposto all’esplosione quantitativa dei canali digitali con la sostituzione dell’intero parco meter del campione e, più di recente, con il progetto Super Panel”.

Quando sarà operativo il Super Panel e quali risultati contate di raggiungere per migliorare la precisione dei dati raccolti? 

Dal 5 giugno 2014, quando, con una decisione di rilevanza eccezionale, il consiglio di amministrazione di Auditel ha deliberato di aggiungere 10.000 famiglie meterizzate alle attuali 5.600, il Comitato Tecnico è al lavoro per definire con Nielsen tutti gli aspetti metodologici e le tappe che segneranno la progressiva inclusione delle famiglie nella ‘currency’, cioè nei dati prodotti e consegnati al mercato. Mentre è già partita la produzione dei meter Nielsen GTAM e si esamina lo studio del modello statistico, si delineano le date: le prime ottocento famiglie saranno operative nell’agosto prossimo. L’obiettivo finale, con altri quattro ‘step’ di 2300 famiglie, verrà raggiunto nel luglio del 2016. Il Super Panel riafferma la volontà di Auditel di mettere in primo piano il tema della centralità e dell’eccellenza della ricerca, puntando a stime sempre più accurate di fronte all’esplosione del numero di canali digitali e alla frammentazione delle audience. Per essere chiari, mentre qualche replicante contesta l‘immobilismo dell’Auditel, diciamo che un panel che triplica le proprie dimensioni e raggiunge questo rapporto meter/popolazione, non esiste attualmente in alcun altro paese al mondo.

Quali sono le prossime tappe della ‘road map’ del cambiamento? 

Col progetto ‘Extended Screen’ l’indagine ha già iniziato a inseguire i contenuti televisivi oltre il piccolo schermo tradizionale, fino ai PC, iniettando, nelle famiglie del panel, un software che costituisce una specie di ‘meter virtuale’ puntato sul web. La progressiva convergenza “multipiattaforma” e “multiscreen” impone, ad una buona ricerca, una visione a 360° gradi. Nei mesi appena trascorsi abbiamo lanciato una ricognizione su tutti gli Istituti più autorevoli a livello internazionale per valutare lo stato delle soluzioni prospettate (e dei test in atto) su temi come la frammentazione degli ascolti, l’estensione ai differenti device, le nuove piattaforme e modalità di fruizione. Abbiamo trovato tutti gli Istituti, nessuno escluso, di fronte agli stessi nodi.

Come affronterete la sfida?

È una sfida complessa e nuova che, già dal prossimo semestre, impegna Auditel – col braccio operativo di Nielsen e la sua esperienza negli Usa – allo studio dell’off-screen per giungere al monitoraggio dei servizi on demand, scalare le barriere impervie delle app per misurare la coda lunga della televisione sui tablet e gli smartphone. Per farlo un’intera comunità di interessi professionali sta gettando le basi, impegnative, di ambiziosi progetti di ‘watermarking’ col coinvolgimento di utenti, broadcaster e produttori di contenuti editoriali e pubblicitari.

L’intervista completa sarà pubblicata
sul numero di febbraio di Pubblicità Italia

 

Nuova governance con Sky e Discovery in cda

Si delinea una svolta epocale per la governance di Auditel. L’ipotesi allo studio prevede la nascita di un consiglio di amministrazione allargato da 22 a 30 componenti dove, per la prima volta, entreranno anche Sky (con due membri) e Discovery (con uno). Per evitare situazioni di disparità, 15 posti saranno riservati ai broadcaster e 15 ai rappresentanti del mercato con l’Upa (Utenti pubblicitari associati) in posizione maggioritaria. Il voto del presidente, espressione del mercato e in particolare delle aziende inserzioniste, dovrebbe avere un peso doppio in modo da scongiurare lo stallo nelle votazioni laddove fosse necessario. La riforma – fortemente voluta dal presidente dell’Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi e dal suo predecessore Giulio Malgara, attuale presidente della società che fornisce i dati sugli ascolti televisivi – sarà presentata il prossimo aprile all’assemblea dei soci che, salvo colpi di scena, dovrà procedere alla modifica dello statuto e alla nomina del nuovo cda. (C.C.)