MARKETING

Cabiria BrandUniverse firma la nuova brand identity di Giotto


10.02.2015

Rinnovare l’identità visiva di un brand iconico, salvaguardando la riconoscibilità che lo rende tanto familiare a un target cross-generazionale: questa la sfida che Cabiria BrandUniverse ha affrontato insieme a Fila, lavorando al rebranding dello storico marchio Giotto, leader in Italia nei prodotti per colorare, dipingere e disegnare per ragazzi di età scolare e pre-scolare. “Dal lavoro strategico alla base del rebranding è emersa la direzione che Giotto avrebbe intrapreso in futuro, diventando un brand più coinvolgente e dinamico ma sempre vicino, grazie al nuovo look & feel contemporaneo ma ‘timeless’ perché permeato sul colore e sulla creatività, fil rouge cross generazionale di marca” dice Valeria Raffa, strategic&creative head di Cabiria BrandUniverse. Durante lo studio di rebranding si è deciso di mantenere il packaging bianco facendo emergere gli asset visivi di Giotto quali il logo, il colore e la famosa vignetta. A ciò si è aggiunto un attento studio di eye tracking del packaging per garantire una corretta fruibilità delle informazioni di prodotto e dei casino online valori di marca. “Il logo, non più inclinato e spigoloso ma morbido e rassicurante con le ‘O’ che riprendono il cerchio perfetto di Giotto, ha un design semplice. Il key visual materico fa leva sul colore e sul segno, con forme dinamiche che strizzano l’occhio al linguaggio digitale” aggiunge Melissa Omodei, art director. Conclude  Orietta Casazza, marketing manager group Italia “Il rebranding di Giotto rispondeva all’esigenza di coinvolgere un target in continua evoluzione, sempre più abituato a codici di comunicazione digitali, senza però perdere il valore della creatività come esperienza gratificante, pratica e concreta”. Il progetto, che si sviluppa dal 2014 al 2016 e interessa l’intera lineup di prodotti a marchio, sotto la direzione strategica e creativa di Valeria Raffa, è stato realizzato con l’art direction di Melissa Omodei, il management di Luca Schivardi e la supervisione alla produzione di Isabella Bandiroli.