MARKETING

Assirm Research Forum 2014, focus sulla conoscenza


31.10.2014

Per il mercato delle ricerche primo semestre in calo del 5%, ma in vista di Expo 2015 l’associazione sta mettendo a punto un indicatore di ‘attrattività’ locale basato sulla città di Milano. Intervista al presidente Umberto Ripamonti

Un format rinnovato per Assirm Research Forum che ieri, durante l’edizione 2014 del convegno, ha presentato una serie di novità per l’associazione che raggruppa 56 istituti di ricerche di mercato. “Dobbiamo essere sempre più il punto di riferimento per il mercato della conoscenza, in un contesto in rapido cambiamento – spiega Umberto Ripamonti (nella foto), presidente di Assirm -. Il nostro perimetro deve allargarsi: in sintesi dobbiamo passare dalla mera diagnosi all’insight, alla terapia”. Tra i protagonisti della giornata di ieri i rappresentati del mondo digitale come IBM e Yahoo, ma anche alcune aziende (Ferrarelle e Pfizer in primis) che commissionano le ricerche. Proprio per questo l’appuntamento con il Forum è diventato un importante momento di incontro tra gli associati e i potenziali clienti.

Ma qual è lo stato di salute del settore delle ricerche di mercato in Italia? “Per la prima volta, negli ultimi anni, abbiamo avuto un dato semestrale con il segno meno: -5% in termini di acquisito rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – commenta Ripamonti -. In questi giorni abbiamo lanciato tra i nostri associati una survey sul sentiment in vista della chiusura d’anno e i primi risultati non sono positivi. Speriamo che il settore nel suo insieme si riprenda l’anno prossimo, anche grazie a Expo 2015”. A questo proposito, Assirm sta mettendo a punto “un indicatore di ‘attrattività’ locale basato proprio sulla città di Milano, una delle poche città in Italia in cui si sta investendo”, anticipa il presidente.

Anche l’affermarsi delle nuove tecnologie e dei social media dovrà essere un volano di ripresa: “Inizialmente è stato visto come una potenziale minaccia. Si è imposto il concetto delle ricerche low cost. Ma è proprio questa grande diffusione di dati, accessibili al pubblico quasi gratuitamente, che richiede sempre più l’interpretazione e la consulenza di professionisti”, conclude Ripamonti.

Claudia Cassino