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Assorel, presentata l’indagine SWG su italiani e ambiente


02.10.2014

Il green è un driver competitivo anche in tempi di crisi

 

 

Lo sviluppo sostenibile non è più una moda e la riconoscibilità green di un’impresa è divenuta un driver per il brand e un vettore stimolante l’acquisto nonostante la crisi. È quanto emerge dall’indagine sui comportamenti ambientali degli italiani, effettuata dall’istituto di ricerca SWG per Assorel (Associazione Italiana Agenzie di Relazioni Pubbliche), su un campione di 1.500 italiani (rilevazione effettuata agli inizi di settembre 2014) e presentata ieri in anteprima al convegno nazionale ‘La comunicazione ambientale, fattore immateriale della sostenibilità e della crescita’, organizzato dalla stessa Assorel all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma.

“Per il 90% degli italiani – ha spiegato Enzo Risso di SWG – è importante che un’impresa si occupi di salvaguardare l’ambiente. Per oltre i due terzi dei consumatori, l’impegno ambientale di un’azienda è un fattore che pesa nella scelta dei prodotti e dei servizi, mentre, già oggi, un’ampia quota di persone (78%) è disposta a pagare di più i prodotti di un’azienda impegnata sul fronte ambientale”.

Dalla ricerca emerge anche che “all’atto dell’acquisto – afferma Andrea Cornelli (nella foto), presidente Assorel -, il cittadino chiede di essere informato sulle buone pratiche di sostenibilità delle aziende produttrici, dunque c’è bisogno di comunicazione e trasparenza. Fare bene non è quindi sufficiente, bisogna anche farlo sapere”.

Le aziende, in questo processo, possono tenere conto di un’altra curiosità evidenziata dall’indagine, che riguarda le fonti da cui le persone apprendono le informazioni utili a migliorare il loro modo di  comportarsi verso l’ambiente. In pole position c’è il web (56%), seguito da Tv (48%), giornali (27%) e radio (13%). Il 68% delle persone chiede che la riconoscibilità ambientale sia messa bene in evidenza sui prodotti (e non solo pubblicizzata in tv o su internet). La strada da percorrere per tutelare l’ambiente, quindi, è ancora lunga: l’83% delle persone intervistate, infatti, sottolinea che solo i singoli, con le loro micro-azioni individuali, possono dare un contributo reale alla salvaguardia dell’ambiente e l’85% degli intervistati ritiene insufficienti e troppo scostanti i comportamenti ambientalisti degli italiani.