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Con Class Editori e CCIGMall le aziende italiane alla conquista del mercato online cinese


25.09.2014
Madame Guo Hong

L’e-commerce cinese non ha solo il volto tirato di Jack Ma, il fondatore di Alibaba reduce dalla quotazione record a Wall Street, ma anche il viso di porcellana di Madame Guo Hong, chairperson (e non chairman, attenzione) della società di telecomunicazioni Century International Group. Il gruppo cinese, con la Century Fortunet Limited, è il promotore del lancio della prima piattaforma di e-commerce globale B2B CCIGMall che sarà operativa dal 27 ottobre prossimo e che, grazie all’accordo con Class Editori attraverso la controllata China Class eCommerce, consentirà alle aziende italiane di far conoscere i propri prodotti ai negozi cinesi che entreranno a far parte della piattaforma: a regime, CCIGMall darà accesso a quasi 3 milioni di retailer (non solo punti vendita tradizionali, ma anche alberghi, ristoranti, club) che si rivolgeranno a 1,4 miliardi di potenziali consumatori. Si stima che nel 2020 il volume d’affari generato dalle transazioni condotte sulla piattaforma sarà di circa 100 miliardi di dollari, di cui il 15% proveniente dalla vendita di prodotti italiani (almeno 15 miliardi di dollari).

L’iniziativa, supportata da Bank of China, China Telecom, China Union Pay, China Merchants Bank e il China Council for the Promotion of International Trade, è stata presentata ieri a Milano presso l’Auditorium Pirelli, nella ex sede della Regione Lombardia, di fronte a una numerosa platea di aziende e imprenditori interessati a sviluppare il loro business sulla Via della Seta. Presente, tra gli altri, anche l’ambasciatore della Repubblica Popolare di Cina in Italia Li Ruiyu. Si tratta, infatti, di una grande opportunità per “favorire le piccole e medie imprese italiane, senza escludere le grandi, nella sfida di esportare in Cina e affermare l’Italian Life Style, contribuendo inoltre a riequilibrare l’interscambio commerciale tra Italia e Cina”, come ha sottolineato Paolo Panerai, vice presidente e amministratore delegato di Class Editori nonché chairman e ceo di China Class eCommerce (CCeC). Per il gruppo editoriale si tratta di una sfida importante verso il futuro, in linea con quanto intrapreso da big dell’editoria internazionale come Axel Springer “i cui ricavi derivano già per il 40-45% dal digitale e in particolare dall’e-commerce”, ha ricordato Panerai.

Nella piattaforma CCIGMall il ruolo di Class Editori, tramite CCeC (http://www.ccec.eu/), sarà quello di principale fornitore per i prodotti italiani nei settori food & beverage e di main agent per quelli dei settori fashion, calzature, luxury accessories e arredamento di design. In sostanza, le aziende che vorranno accedere a questo nuovo canale e-commerce potranno rivolgersi per la selezione a CCeC che, nei suoi uffici di via Burigozzo 1 a Milano, ha inaugurato una ‘Door to China’. Non solo, grazie alla sua esperienza nella realizzazione di prodotti editoriali, Class Editori offrirà alle società interessate a entrare in CCIGMall la creazione di “contenuti editoriali disegnati per il successo dei prodotti italiani sul mercato cinese e sarà in grado di curare la pianificazione e realizzazione di campagne di comunicazione a supporto delle vendite di prodotti nel mercato cinese”, ha aggiunto l’amministratore delegato di Class Editori. Il gruppo è infatti agente esclusivo per la produzione di contenuti e per la raccolta pubblicitaria sulla piattaforma. Come annunciato, azionista e partner strategico di CCeC è il Gruppo Cremonini (che ne ha acquisito il 5%), attraverso la controllata Inalca Food&Beverage.

I nomi in gioco assicurano che sarà “una piattaforma aperta, sicura e trasparente. Ci saranno solo prodotti fatti in Italia. Non siamo nell’area dell’imitazione. L’obiettivo è la tutela della qualità del Made in Italy”, ha chiarito Panerai. “Il desiderio è quello di fare in modo che i prodotti italiani arrivino in Cina con un canale commerciale di alta qualità. L’obiettivo è molto alto ed è una grande sfida, lo so; ma se ci allineiamo alla genialità di Marco Polo possiamo stare tranquilli”, ha concluso Madame Guo Hong.

 

di Claudia Cassino