DIGITAL

Videology: per il 70% degli advertiser la pubblicità migliorerà con l’evoluzione del video advertising nei prossimi tre anni


12.09.2014

Studio condotto a settembre da Forrester Consulting

Secondo la maggioranza degli intervistati le media company incrementeranno i ricavi pubblicitari globali grazie alla vendita di video ads

Videology, piattaforma di video advertising rivolta a editori, agenzie e advertiser,  ha reso noto uno studio condotto a settembre da Forrester Consulting  e intitolato, ‘Cross-Platform Video Advertising Accelerates’. Lo studio ha coinvolto 500 tra advertiser, agenzie e media company in Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito. L’indagine è stata concepita allo scopo di valutare se la combinazione in continua evoluzione tra dati, tecnologia e visualizzazione multi-device possa portare a una pianificazione del video advertising digitale e televisivo complessiva e non vincolata a una determinata piattaforma. Lo studio ha svelato che il 70% degli intervistati ritiene che sia ‘importante’ o ‘molto importante’ poter acquistare globalmente pubblico, su tutti gli schermi – compresa tv e piattaforme video – nei prossimi tre anni. La capacità di profilare consumatori specifici è il vantaggio più apprezzato in Europa, seguito da un attenzione maggiore verso il pubblico. Le agenzie ritengono che il planning e il buying globali rappresentino il futuro: il 63% prevede di unire in futuro i gruppi di acquisto dei video online e tradizionali, ma il 51% dichiara di voler comunque continuare a pianificare ogni piattaforma in modo separato. Il 72% delle media company intervistate ritiene che il coinvolgimento dei consumatori con contenuti fruiti su un secondo schermo incrementerà nei prossimi tre anni. Gli advertiser e le loro agenzie concordano anche sull’utilità dei GRP, con il 75% che ritiene che il mercato dovrebbe standardizzarsi su una metrica GRP per incrementare l’efficienza. Oltre un terzo (42%) degli intervistati ha dichiarato di sentire l’esigenza di una piattaforma tecnologica che consenta loro di targhetizzare i consumatori in modi differenti. “Come technology provider, siamo nella posizione privilegiata di poter aiutare il mondo dell’advertising a risolvere queste problematiche, oltre ad aver la possibilità di spingere verso una più estesa adozione tecnologica,”, afferma Anne De Kerckhove, managing director, Emea di Videology. “Abbiamo avviato il modello programmatic in risposta a un’esigenza più ampia di efficienza nella compravendita di pubblicità. Il mercato chiede a gran voce una standardizzazione della misurazione dell’advertising su tutti i video e della targhetizzazione del pubblico su device differenti. Se i technology provider danno ascolto alle esigenze dell’industria,  possiamo offrire soluzioni che proietteranno la stessa industria nel futuro e incrementare i profitti a tutti i livelli”.