DIGITAL

Ebuzzing, inRead il primo formato a rivestire le caratteristiche della filosofia View- to-play


17.06.2014

 Andrea Febbario: opportunità per brand e investitori sul problema della ‘viewability’  

L’avanzata del programmatic ha riacceso il dibattito sulla questione della viewability. Comscore ha stimato che nel giugno 2013 non sono stati visualizzati circa il 54% degli ads. “La situazione è sempre più complicata perché non c’è consapevolezza sul quello che viene comprato – spiega a Today Pubblicità Italia Andrea Febbraio (nella foto), co-founder, Ceo & VP Sales Europa di Ebuzzing – per non dire che il meccanismo è un vero e proprio ladrocinio. Gli organi di rappresentanza ufficiale del nostro settore, come lo IAB, stanno valutando concrescente apprensione il problema della’viewability’. Pertanto, si è deciso che gli annunci adv basati su un modello a display, saranno valutati ‘realmente’ come visualizzati se almeno la metà dei pixel è stata visionata per la durata minima di un secondo, nel caso dei video per circa per due secondi. Noi di Ebuzzing, abbiamo lavorato per dare una svolta radicale al fatto che gli utenti non notano degli ads. Come prima cosa – anche per una questione di trasparenza nei confronti degli inserzionisti – invece di vendere impression, abbiamo deciso che il nostro modello di business si debba basare sul fatto che i costi, della distribuzione dei video sul nostro network di siti e blog, siano calcolati a CPV (cost per view) cioè sulle view complete avvenute, quando l’utente ha attivato, volontariamente, lo stream del video”.

Ridare dignità alle storie e ai contenuti attraverso le tecnologie

L’industria dei media digitali si trova a fronteggiare un dato allarmante: quasi la metà dei contenuti pubblicitari online, spesso erogati da brand multinazionali, non viene visualizzata dagli utenti e la situazione sta ulteriormente peggiorando. L’idea di Ebuzzing è quella di giocare solo con quel che è visibile. Il formato inRead è stato il primo a rivestire le caratteristiche della filosofia View- to-play. “I nostri formati – continua Andrea Febbraio -, non si attivano mai in modalità ‘auto play’, ma sempre secondo una logica click- to-play: il video inizia solo dopo che l’utente ha cliccato spontaneamente sul player. E’ un vantaggio molto competitivo che consente di sfruttare un modello che giustifica il pagamento solo a fine campagna pubblicitaria e solo per gli utenti che hanno guardato il video per intero. Brand e investitori, non dovrebbero sottovalutare questi aspetti”. Il prodotto native advertsing premium di Ebuzzing si posiziona tra due paragrafi di un contenuto editoriale e “parte solo quando l’utente è perfettamente con lo sguardo in parallelo all’immagine del player e va in audio on solo a mouse over – sottolinea Febbario -. Siamo anche in grado di coordinare l’Ad con il contenuto editoriale a garanzia di un’altissima profilazione degli utenti sul nostro network publisher. La vera sfida del formato è quella appunto di garantire la completa visualizzazione dei video. Il video pubblicitario è una forma di comunicazione di altissimo livello. Dietro c’è il lavoro di menti creative e strategiche. Sono plasmati per trasferire un messaggio. Guardate ad esempio le 3 serie di Evian. Hanno una durata superiore ai 15”, sono paragonabili a delle produzioni cinematografiche. Il motivo dei loro successi risiede proprio nei luoghi dove è stato posizionato per il lancio. Se Evian avesse adoperato solo una strategia vicina alle logiche del pre-roll, non sarebbe diventato un fenomeno virale. Le sfide sono quelle di ridare dignità alle storie e ai contenuti attraverso tecnologie e strategie vicine alle esigenze degli utenti”.