DIGITAL

Google Think Performance, il 53% degli italiani utilizza uno smartphone e il 36% compra online una volta al mese


29.05.2014

Un incontro con oltre 150 brand per confrontarsi sulle opportunità offerte oggi dal digitale

Oltre 150 aziende si sono riunite al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano per Google Think Performance, un momento di confronto sulle nuove possibilità offerte ai brand per supportare il proprio business in maniera efficace grazie alle piattaforme digitali, diventate ormai un vero e proprio fattore critico di successo. Secondo l’indagine Google Global Connected Consumer Study (Indagine condotta a gennaio 2014, in Italia, su un campione di 1.000 persone), condotta per Google da TNS: cresce il numero di italiani online ogni giorno (il 72% afferma di collegarsi a Internet ogni giorno) come pure il numero medio di dispositivi collegati a Internet per persona (che passa da 1,5 dispositivi nel 2012 a 2 nel 2014). Lo smartphone guida la classifica dei dispositivi più usati dagli italiani: un italiano su due (il 53%) utilizza uno smartphone, seguono PC desktop e laptop usati dal 37%, per finire il tablet usato dal 21%. Il multiscreen è ormai una realtà: il 48% delle persone, in Italia, utilizza i propri device simultaneamente, con un incremento delle interazioni e delle attività rispetto agli anni precedenti. Gli italiani utilizzano differenti dispositivi per attività diverse: ad esempio cresce in maniera sensibile l’utilizzo degli smartphone per guardare video online dal 54% nel 2013 all’80% nel 2014. Cresce, inoltre, l’utilizzo del tablet per navigare sul web (dal 69% ha raggiunto il 76%). Non solo: il 36% degli italiani effettua almeno un acquisto online al mese. In un contesto cosi dinamico, i brand devono essere pronti a intercettare e rispondere alle esigenze dei clienti. E’ il caso di MSC Crociere che nel corso dell’ultimo anno ha implementato diverse campagne di advertising online con obiettivi di performance anche in Paesi diversi dall’Italia e su dispositivi mobili, raggiungendo risultati interessanti. Se da un lato aumentano i punti di contatto con i potenziali clienti, dall’altra crescono le complessità per i media buyers. Il futuro della pianificazione media, non solo online, sarà in larga parte automatizzato e data-driven. In questa ottica, DoubleClick Bid Manager, la soluzione di buying programmatico di DoubleClick, consente di ottimizzare i propri investimenti digitali, accedendo in trasparenza a un’inventory vasta e di qualità, e raggiungendo un target preciso ma su vasta scala. Bravofly Rumbo Group e Allianz hanno portato alcuni esempi del successo delle piattaforme DoubleClick per la gestione delle proprie campagne di pubblicità online. Bravofly Rumbo Group, player del settore dei viaggi online e presente in oltre 35 paesi con un’ampia offerta di prodotti e servizi disponibili su desktop, mobile e tablet, ha all’attivo numerose campagne di online advertising: “Grazie alla tecnologia sviluppata da Google (DoubleClick for Search) – commenta Francesco Sala, Direttore marketing del Gruppo – riusciamo ad essere scalabili e ad affrontare le numerose sfide del mercato, migliorando in maniera significativa l’efficacia della comunicazione con l’utente”. Non solo player del mondo online ma anche advertiser “tradizionali” trovano nelle soluzioni tecnologiche DoubleClick un modo efficace ed efficiente per raggiungere i propri obiettivi di marketing. Andrea Volpe, Responsabile Brand Managment and Marketing Operations di Allianz, racconta l’esperienza di un advertiser “tradizionale” ma di frontiera, che non finalizza la vendita online, ma utilizza il canale digitale per ingaggiare il cliente e portarlo all’acquisto sul canale tradizionale delle agenzie: “Insieme al nostro centro media, abbiamo optato per una soluzione tecnologica integrata, che monitori il nostro consumatore, potenziale o reale, in tutti gli step delle sue attività online, e utilizzi i dati per ottimizzare gli acquisti media, massimizzando il ROI”. Una conferma in questa direzione arriva anche dai dati di Marketer che stima che il 50% degli investimenti pubblicitari in Europa Occidentale saranno gestiti proprio attraverso il programmatic buying entro il 2017.