DIGITAL

Twitter: non chiamatelo ‘second’ screen


16.05.2014
Salvatore Ippolito

Salvatore Ippolito (@salippo), country director per l’Italia, Livia Iacolare (@liviacolare), responsabile delle media partnership e Matteo Girardi (@mymatteo), account lead: è questa la squadra italiana di Twitter che ha incontrato la stampa ieri mattina al Boscolo Hotel di Milano per presentare una panoramica delle attività svolte in Italia in tema di partnership e opportunità di advertising.

255 milioni di utenti attivi mensilmente, 1 miliardo di tweet ogni due giorni, il 76% dei followers che accede tramite mobile: sono questi i numeri di Twitter. “Amiamo definirci una piattaforma live, public e conversational”, commenta Ippolito (nella foto). “E su questa piattaforma è possibile fare pubblicità in modo assolutamente organico e in real time”. Su Twitter i momenti diventano storie e le storie si trasformano in conversazioni. È probabilmente per questo che Twitter vive un rapporto speciale con la televisione, estendendone e ampliandone la capacità narrativa fino a trasformarla in un’opportunità di business.

“Si parla spesso di second screen – commenta Ippolito -, ma nel caso di grandi eventi televisivi come per esempio i prossimi mondiali di calcio siamo al preludio del primary screen”. A questo proposito vale la pena ricordare l’imminente arrivo, anche in Italia, di Nielsen Twitter Tv Ratings, il primo strumento in grado di misurare trasversalmente i Tweet legati a ciascun programma tv e la loro audience effettiva che consentirà a broadcaster, agenzie e inserzionisti di sviluppare di conseguenza le proprie strategie commerciali. Il 66% degli utenti segue un brand su Twitter, il 54% dei followers ha visitato il sito di questo brand. Due dati che esprimono tutta la potenzialità di un mezzo in grado di coinvolgere “the right consumer in the right moment”.
“La piattaforma è un ‘live media’ sul quale si può intervenire in tempo reale attraverso tre strumenti principali”, spiega Matteo Girardi, Account Lead. “Il primo strumento è il promoted tweet, il classico 140 caratteri, targettizzato con foto; il secondo è il promoted account, utilizzato dalle aziende con lo scopo di ottenere un maggiore numero di user, identificati per preferenze, scelte di consumo e stili di vita; il terzo è il promoted trend, cioè la possibilità per i brand di rimanere tra i topic trend del momento anche dopo il refresh (che avviene normalmente ogni 15 minuti)”. Abbiamo detto che Twitter è in grado di potenziare il racconto televisivo. Immaginiamo cosa può essere in grado di fare durante i prossimi Mondiali di Calcio, l’evento mediatico più importante in assoluto per i brand. “Durante le partite di calcio ogni attimo è un’opportunità per entrare in contatto con i propri consumatori, nel momento per loro più emozionale”, continua Matteo Girardi. “Twitter offre la possibilità ai brand di targettizzare i momenti, invece dei mercati”.
Il ruolo di ‘evangelizzare’ i brand sulle reali potenzialità di Twitter spetta al team Media Partnership guidato da Livia Iacolare che offre ai partner supporto a 360 gradi e consulenza creativa a titolo gratuito, operando nelle aree Tv, Musica, sport, governo e news. “Siamo la parte ‘buona’ di Twitter”, scherza Iacolare. “Il nostro obiettivo è fare in modo che i nostri partner abbiano la miglior esperienza possibile sulla nostra piattaforma. Perché Twitter è molto di più di 140 caratteri…”.

Monica Gianotti