DIGITAL

Videology offre targeting contestuale ai digital video advertiser europei


30.10.2013

Videology, piattaforma di video advertising rivolta ad editori, agenzie e advertiser, annuncia la disponibilità in Europa di una soluzione avanzata di targeting contestuale video per advertiser e agenzie che utilizzano la tecnologia programmatic buying di Videology. Grazie alla collaborazione con il partner sui dati contestuali video TriVu Media, provider di riferimento per dati pubblicitari broadcast-style per video online, Videology utilizzerà i dati dell’indice TVm di TriVu per rafforzare la sua suite di prodotti Xtract. L’offerta Xtract fornisce una serie di funzionalità di targeting contestuale attraverso PC e strumenti mobile – tra cui page level content targeting – che rappresenta la scelta naturale per i brand advertiser interessati a riprodurre le loro strategie televisive nello spazio del video digitale.

In stretta sinergia con TriVu, Videology ha sviluppato Xtract video, una piattaforma in grado di fornire indirizzabilità in base al contenuto del video stesso. Inoltre, la tecnologia permette ai brand di identificare e posizionare gli annunci all’interno di un contenuto video specifico andando oltre la semplice URL. Gli inserzionisti saranno in grado di ottimizzare la campagna in tempo reale e perfezionare man mano le categorie di contenuto in base al rendimento della stessa.

Ha dichiarato Anne de Kerckhove , Managing Director EMEA di Videology: “Per quanto riguarda l’Europa, questo significa che siamo in grado di offrire funzionalità in lingua locale in ogni mercato e di fornire un targeting contestuale per il fiorente settore del broadcast che sta cercando sempre più di trasferire i budget pubblicitari dalla tv ai video online, cercando di mantenere il più possibile controllo e trasparenza”. L’indice TVm di TriVu Media offre una visibilità completa e indipendente dalle fonti che copre una serie di criteri e fattori importanti per i video advertiser, tra cui tipologia (player o rich media), dimensioni del player, coinvolgimento richiesto all’utente (click-to-play o auto-play), ad clutter (numero di call/ad correlati all’interno del video) e, ovviamente, contenuti effettivi del video.