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Logotel, l’innovativo progetto Weconomy apprezzato al TedxBologna


21.10.2013

La piattaforma culturale dedicata alla collaborazione d’impresa è stata una delle testimonianze più gradite dell’evento

 

Nata sotto forma di libro collettivo nel 2010, dopo la prima crisi strutturale del sistema, oggi la cosiddetta Weconomy è diventata un movimento, un modello alternativo per fare business, utilizzato in Italia da sempre più numerose aziende. Ad aver messo in circolo quest’approccio è Logotel, service design company che accompagna le imprese verso l’innovazione di sistema, in particolare dei processi, tema ormai stringente per la ripresa. “Abbiamo costruito una piattaforma culturale, un vero e proprio hub per esplorare i diversi aspetti della collaborazione – spiega Cristina Favini (nella foto), Strategist e Manager of Design di Logotel e responsabile del progetto Weconomy -. In un momento come questo, le competenze individuali non bastano più, c’è bisogno di attivare nuove alleanze, sia tra le persone che tra le imprese”.

Il progetto ha anche una natura editoriale: dopo il libro collettivo, già stampato in 5 mila copie (esaurite) e oggi a quota 11 mila download, è sfociato infatti in un blog (weconomy.it) e nella collana ‘Quaderni per l’Impresa Collaborativa’, giunta al quinto numero.

Per certi versi il modello Weconomy richiama, amplia e aggiorna all’era digitale quello delle reti d’impresa, cioè quella forma aggregativa che permette a ciascuna azienda partecipante di raggiungere una dimensione adeguata per competere sui mercati globali pur mantenendo la propria indipendenza e identità.

“Il mondo si sta trasformando, lo sappiamo, ma non era mai cambiato cosi velocemente – continua Cristina Favini. Per cogliere la sfida è essenziale la componente relazionale, intesa come la nostra individuale capacità di scambiare, di completarci, di collaborare con gli altri per immaginare la nostra stessa trasformazione, come persone e come imprese. È l’unica strada praticabile. Se prima si poteva pensare che collaborare fosse un atto di altruismo, forse oggi dovremmo renderci conto che esso, in realtà, è anche un atto di egoismo, una delle poche modalità che abbiamo a disposizione per non restare ai margini del cambiamento. Attivare, insomma, la collaborazione in quei perimetri di ‘senso’ forti che chiamiamo progetti per accompagnare la trasformazione delle imprese”.

Ingrediente indispensabile per innescare questo circolo virtuoso è la multidisciplinarità. “Facciamo incontrare non solo realtà che operano in ambiti dissimili, ma anche profili professionali provenienti da vari campi: dal designer al manager, dall’ingegnere al responsabile delle risorse umane. Tra le ‘magie’ più belle a cui ho assistito, c’è stato il vedere persone di diverse aziende scambiarsi consulenza. Stiamo ricevendo tante soddisfazioni”.

Occasione per fare il punto è stato il TedxBologna, evento indipendente andato in scena lo scorso 12 ottobre e dedicato alla exponential innovation. “Ted è una vetrina molto interessante, capace di attirare un pubblico sensibile, multidisciplinare e internazionale”. Esemplificativo in questo senso anche il titolo dell’intervento tenuto da Cristina Favini: ‘Weconomy, l’innovazione riparte dal Noi’. Vale a dire: “non basta comprendere il cambiamento ma bisogna esserne parte, ecco perché consideriamo la persona il luogo di massima innovazione esponenziale”.

Paola Maruzzi