MEDIA

Rai, trasparenza sotto accusa dopo lo scontro Brunetta-Fazio sugli stipendi


15.10.2013

Secondo rumors marcia indietro sull’ingaggio di Crozza. In attesa dell’approvazione del Contratto di servizio, il dg Gubitosi annuncia entro l’anno il lancio sul web di un portale unico di news

Ultimo weekend sotto i riflettori per la Rai. Domenica pomeriggio il dg Luigi Gubitosi, nel corso della conferenza ‘Una nuova carta d’identità per la Rai’ nell’ambito di Eurovisioni, aveva affermato che “la Rai deve recuperare credibilità agli occhi dei telespettatori, la sua immagine si è appannata anche per un eccesso di prossimità con la politica”. Poche ore dopo, a Che tempo che fa, scoppiava la polemica tra Renato Brunetta e Fabio Fazio a proposito dei mega compensi che il servizio pubblico eroga al conduttore. Un gran polverone è stato sollevato anche dalle associazioni di consumatori che hanno accusato la Rai di scarsa trasparenza. Ieri, secondo rumors, sarebbe inoltre saltata la trattativa di portare su Rai 1 Maurizio Crozza, sempre a causa dell’ingaggio milionario: un accordo del valore complessivo di 25 milioni di euro per tre anni (tra i 4,5 e i 5 andrebbero al comico, mentre i restanti alla produzione del programma, gestita dalla Itc2000, società del manager Beppe Caschetto). Altro tasto nevralgico il contratto di servizio. I 24 articoli della bozza ancora secretata devono passare all’esame della Commissione di Vigilanza, che comunque non ha ampi poteri di modifica. Secondo il Messaggero, che ha visionato il documento in anteprima, c’è un capitolo dedicato alla qualità dell’informazione e dell’offerta televisiva, una sorta di decalogo che fissa dei paletti tra cui ‘la tutela delle pari opportunità’ e ‘la garanzia di un rigoroso rispetto della deontologia professionale da parte di giornalisti e operatori, nel rispetto della dignità della persona’, per contrastare la deriva trash che ha preso la tv. Con il documento in via di definizione, che resterà in vigore fino a tutto il 2015, Rai è tenuta (articolo 6) a dedicare almeno il 70% della programmazione a notiziari, informazione, trasmissioni sulle nuove tecnologie digitali, cultura, società, musica, servizio e pubblica utilità. Gubitosi ha, inoltre, annunciato che entro l’anno la Rai lancerà un portale unico sul web “con la speranza che il sito del servizio pubblico diventi il principale punto di riferimento nazionale per le notizie”.