CREATIVITY

Etalia, la risposta italiana a Google News piace anche agli editori


08.10.2013

GroupM partner strategico del nuovo aggregatore di contenuti

 

Potrebbe essere considerato un Google News all’italiana se non fosse per una fondamentale differenza: agli editori vengono garantiti dei ricavi. Ieri, presso il Talent Garden Milano, la startup Etalia  si è presentata con questa promessa e un modello di business che frena la cannibalizzazione dei contenuti online, fenomeno costato al Big G l’appellativo di ‘parassita della rete’. Aldo Daghetta, socio fondatore assieme a Nicola Alex Tateo, illustra a Today Pubblicità Italia il fulcro del progetto: “Nel rispetto delle leggi, la nostra piattaforma aggrega e ridistribuisce i contenuti di tutte le testate nazionali e dei più importanti blog, dando in cambio due opportunità di guadagno: da una parte il 90% delle revenue provenienti dalla vendita degli articoli, dall’altra il 75% della pubblicità, gestita internamente. La versione beta ha già riscosso un discreto successo di pubblico, contiamo di raggiungere 1 milione di utenti di qui a un anno. Non solo: ci apriremo ai mercati anglosassone e statunitense, dove non abbiamo competitor. Partner strategico è GroupM. Inoltre siamo in trattativa con Starcom e Omnicom. I centri media hanno colto la novità del progetto che aspira a restituire uno sguardo plurale sulle cose”. Il nome deriva, infatti, dalla locuzione latina ‘Et alia’ usata nelle citazioni per indicare che oltre all’autore citato esistono anche altre fonti che trattano il medesimo argomento.

 
Upa ‘battezza’ la nascita della piattaforma

Con l’obiettivo di aprire una “nuova esperienza di lettura grazie alla flessibilità e alle molteplici possibilità di personalizzazione”, ha sottolineato il ceo Tateo, Etalia è al tempo stesso la prima piattaforma a ufficializzare e monetizzare una figura solitamente in ombra ma molto ambita tanto dagli editore quanto dai brand: il curator. “È colui che sui social condivide i contenuti circolanti in rete – spiega Daghetta -. Da oggi ha la possibilità di creare giornali personalizzati, cioè i Journal, e di guadagnare il 4% dei ricavi generati dalla pubblicità”. Oltre a selezionare e rilanciare contributi altrui, questo editore in miniatura ha quindi la facoltà di disporre di una propria ‘testata’. In base al modello di business, la quota maggioritaria del guadagno va agli autori, ma non si lascia da parte chi ha contribuito a diffondere i contenuti informativi con la propria attività di curation. Tutte le transazioni sulla piattaforma avvengono in crediti Etalia, una moneta virtuale acquistabile online. Ogni utente riceve i crediti ricavati dalla pubblicità e dalla vendita dei contenuti sul proprio conto economico, che può consultare in qualsiasi momento; raggiunta la soglia prefissata, può convertirli in denaro. La piattaforma è fin d’ora accessibile attraverso tutti i principali device ed è predisposta per l’utilizzo in doppia lingua, italiano e inglese.
“Abbiamo ricevuto l’apprezzamento di Upa – prosegue Daghetta – ed è in partenza una campagna web, veicolata su Youtube e sul network di GroupM. Al centro ci sono due iniziative, uno prodotta da Pandua, l’altro firmata Hungry Ideas, mentre Fosbury ha coordinato le attività di comunicazione.

Paola Maruzzi

 

 

Nella foto: Aldo Daghetta e Nicola Alex Tateo