DIGITAL

L’energia del web per far ripartire l’economia del Paese


02.10.2013

Pietro Cerretani: “La Settimana della Comunicazione strizza l’occhio al digitale”

La prima edizione degli Internet Days trova la sua ‘naturale’ collocazione all’interno della Settimana della Comunicazione. “Di fronte a allo scenario attuale non si poteva non avere un appuntamento, per la prima volta in Italia, che guardasse al digitale a 360°”, spiega Pietro Cerretani, fondatore della Settimana della Comunicazione e coordinatore dell’Advisory Board degli Internet Days.

La vocazione di questi due giorni è quella di dare risposte complessive anche alle piccole e medie imprese italiane circa le opportunità che il digitale può offrire relativamente agli acquisti, con l’implementazione dell’e-commerce, all’internazionalizzazione, all’innovazione, alla ricrescita. “In una parola: alla ri-start up – prosegue Cerretani -. Personalmente sono contrario all’idea che start up sia sinonimo di young e digital, perché in questo processo sono coinvolte anche le eccellenze del mondo manifatturiero del made in Italy. Il modello proprio del digital è quello dell’apertura e in questo senso deve essere letto in funzione della ripartenza e della crescita dell’economia. Non è più solo un semplice mezzo di comunicazione, ha un ruolo di energia, perché mette al centro i processi interattivi e perché attiva connessioni, idee e innovazione. C’è un potenziale incredibile da sfruttare per le imprese, per dar vita a nuovi e più performanti modelli di business, per generare nuovo lavoro”.

Il trait d’union tra la Settimana della Comunicazione e gli Internet Days è l’esplorazione dei comportamenti collettivi, di consumatori e cittadini. “Non a caso il pay off degli Internet Days è ‘Behavior on the Net’. Abbattendo le distanze spazio-temporali il web facilita l’innesco di processi e relazioni. Non a caso, Internet ed economia sono sempre più legati: il contributo che esso potrà fornire all’economia italiana, infatti, potrebbe superare il 4% del Pil nel 2015. Lavoro dove non sono le macchine a sostituire gli uomini, ma sono le idee che possono viaggiare più veloci, andare più lontano, conquistare nuovo pubblico e generare nuovi circuiti virtuosi – conclude il manager -. Parafrasando una citazione di Eleanor Roosevelt, il futuro appartiene a quelle aziende che credono nella bellezza dell’innovazione, perché le opportunità sono nel modo con cui gli occhi riescono a guardare al futuro, al cambiamento e all’innovazione”.