CREATIVITY

Cernuto Pizzigoni & Partners: new business e impulso al digitale per un secondo semestre ‘sprint’


25.07.2013

“Vogliamo proporci come un’agenzia in cui advertising e digitale non siano due mondi separati. C’è uno spazio fisico comune, un team di creativi ‘nativi digitali’ guidati da due pubblicitari fra i più premiati d’Italia. Un unico referente per i clienti”, si presenta così Luca Oliverio (nella foto), uomo nuovo della  Cernuto Pizzigoni & Partners.

Entrato lo scorso giugno nel team dell’agenzia fondata nel 2009 da Aldo Cernuto, Roberto Pizzigoni e Barbara Arioli in qualità di Digital Strategy Manager, dopo un’esperienza nella social media company TheBlogTV, avrà il compito di dare impulso alla divisione digitale della sigla milanese, un processo avviato con Enrico Sola, recentemente uscito a seguito una ‘staffetta’ concordata.

“Oggi l’obiettivo è capire quale scopo dobbiamo affidare all’advertising. Trovare il modo giusto per comunicare le marche partendo dall’idea, indipendentemente dal media, trovando di volta in volta il tono giusto. Quella che stiamo costruendo è una nuova black box, uno spazio dove mettere e mescolare i nostri differenti know how”, continua Oliverio. “L’integrazione dovrebbe essere un prerequisito per ogni agenzia – aggiunge Aldo Cernuto -. I clienti ci credono, ma nella maggior parte dei casi non è così, spesso i reparti sono in concorrenza fra loro. Il difficile oggi è far capire che tutto quello che dovrebbe essere normale qui succede veramente. In particolare Luca arriva in un momento in cui l’agenzia deve dare una spinta propulsiva proprio al digitale”.

La Cernuto Pizzigoni & Partners oggi può contare su una squadra di 20 persone. “Siamo una realtà in cui, pur essendoci le gerarchie, viene privilegiato il lavoro di team. La filiera è molto stretta e questo ci ha consentito di inglobare in modo automatico e naturale le competenze digitali”, sottolinea Pizzigoni. “Una struttura delle nostre dimensioni può affrontare al meglio questa sfida – prosegue Cernuto -. Abbiamo risorse adeguate per trovare soluzioni e rispondere alle esigenze dei clienti, senza essere troppo appesantiti. In questo contesto economico un’agenzia deve assomigliare più a un aliante piuttosto che a un imponente quadrimotore che disperde tutte le energie per tentare di alzarsi in volo”.

La parola d’ordine dunque è leggerezza in un momento in cui i paradigmi stessi della comunicazione sono stati rivoluzionati. “Sono cambiate le regole di ingaggio e queste nuove regole non le decide né l’azienda, né l’agenzia, ma la gente”, affermano i due direttori creativi. “I clienti sono prudenti e navigano a vista”, sostiene Pizzigoni. “Per le aziende la crisi rappresenta un momento di revisione. A chi non è lungimirante fa comodo smettere di investire. Viviamo in una fase in cui non si è ancora consumato un reale passaggio dalla comunicazione tradizionale a quella digitale. Siamo in una terra di nessuno, stiamo attraversando un deserto di idee, dove sono disseminate le carcasse degli investitori che hanno deciso di abbandonare il campo”, questa la visione di Aldo Cernuto.

“Ma il leader che si muove correttamente – conclude Barbara Arioli – può ottenere risultati anche in questo contesto difficile. Noi abbiamo in casa un esempio virtuoso come Melinda. Per quanto riguarda la nostra agenzia, posso dire che abbiamo avuto un primo semestre di consolidamento che ci ha visti molto impegnati sui nostri clienti. Nella seconda parte dell’anno puntiamo a qualcosa di più e in questo siamo confortati da alcune gare nel settore food che vedono la nostra agenzia coinvolta”.

Andrea Crocioni