CREATIVITY

Garante della Privacy: sì a tracciare gli utenti su tv interattiva, su internet solo se c’è il consenso


18.07.2013

L’Autorità chiede ulteriori misure di sicurezza per ‘profilazione incrociata’ tra gli utenti telefonici e quelli tv

Il Garante della Privacy ha acconsentito alla profilazione degli utenti basata sul monitoraggio della loro navigazione su internet esclusivamente previo consenso. Il Garante non ha ritenuto lecita una nuova modalità di profilazione dei clienti proposta da una società di tlc basata sul monitoraggio della loro navigazione internet. Ha invece dato alla stessa società il via libera – ma a precise condizioni – ad un sistema finalizzato ad analizzare le attività dei clienti dei servizi di tv interattiva.

Nel primo caso, l’Autorità ha risposto a una richiesta di verifica preliminare nell’ambito della cosiddetta pubblicità comportamentale (targeted advertising) e dei servizi personalizzati su internet: la società fornitrice del servizio di connessione chiedeva di poter analizzare il comportamento on line dei navigatori, senza aver acquisito il loro consenso, al fine di proporre pubblicità mirate. La telco sosteneva di poter procedere a tale trattamento in quanto i dati personali dei singoli utenti, prima di essere utilizzati venivano resi anonimi, e solo in seguito analizzati. Dai riscontri del Garante è però emerso che il processo che avrebbe dovuto celare l’identità del cliente era per sua natura reversibile. L’Autorità ha quindi vietato l’attivazione del progetto.

La stessa tlc aveva sottoposto al Garante un’altra verifica preliminare nella quale chiedeva invece di poter monitorare – per finalità commerciali, pubblicitarie e di customer care – l’attività degli abbonati ai servizi di tv interattiva. La società proponeva in particolare di analizzare, una volta richiesto il loro consenso, i dati trasmessi sul cosiddetto ‘canale di ritorno’, ovvero la connessione che consente all’utente di interagire con la piattaforma tv per accedere a programmi, scrivere messaggi o commenti, configurare specifiche funzionalità e servizi.

In questo caso, il Garante ha approvato il progetto: la società dovrà comunque adottare precise misure a tutela della privacy delle persone interessate. L’analisi dei dati, ad esempio, non potrà scendere a livelli di dettaglio eccessivi, ma dovrà limitarsi a creare gruppi di profilazione basati su macrocategorie di consumo (ad es. film d’azione, commedie…) e con un periodo di analisi non inferiore alla settimana. I dati sensibili – come i gusti sessuali o gli orientamenti politici del cliente – potranno essere usati solo se strettamente connessi a uno specifico bene o prodotto richiesto dall’utente e comunque solo dopo aver ottenuto il consenso scritto dell’interessato e la specifica autorizzazione dell’Autorità. Il Garante ha anche rilevato che la società utilizzerebbe, per analizzare le abitudini dei clienti della tv interattiva, la stessa piattaforma software usata per i clienti del servizio fonia.

Tale sistema – pur adottando forme di mascheramento dei dati identificativi dei clienti – consentirebbe di incrociare i dati dei vari servizi, con il rischio di diventare uno strumento particolarmente invasivo e sicuramente sproporzionato rispetto alle finalità prospettate dalla società. Per questo motivo, l’Autorità ha chiesto l’adozione di ulteriori misure di sicurezza e accorgimenti che impediscano forme di ‘profilazione incrociata’ tra gli utenti telefonici e quelli tv.