CREATIVITY

McCann WorldGroup Milan, il digitale pesa sul fatturato oltre il 30%


03.07.2013

Il ceo Michele Sternai: “In questi 18 mesi abbiamo fatto cadere le barriere geografiche e disciplinari”

Ha vinto tre leoni durante l’edizione appena trascorsa del Festival di Cannes (un bronzo nei film, uno nei media e un altro nel direct), ha gareggiato in 5 shortlist e concorso insieme alle altre sedi a innalzare il ranking internazionale: McCann WorldGroup Milan con The Profiteer per Fiorucci Food porta a casa un risultato che traccia un percorso lungo 18 mesi. “Con questi riconoscimenti abbiamo verificato positivamente un modo di lavorare che stiamo applicando da circa un anno e mezzo – ha dichiarato a Today Pubblicità Italia Michele Sternai, ceo McCann Worldgroup Italia -, con un unico planning, un unico reparto creativo (sotto la direzione creativa esecutiva di Alex Brunori ndr) che affronta il progetto da cima a fondo”. E’ giovane la ristrutturazione di una delle grandi agenzie italiane, circa 270 dipendenti divisi fra gli uffici di Milano e Roma, che vede oggi i frutti di una riorganizzazione con un obiettivo chiaro e preciso: “In questi 18 mesi abbiamo fatto cadere le barriere geografiche e disciplinari tra advertising, crm, digital e promozioni, si trattava di creare nuove professionalità. The Profiteers si è distinto in diverse categorie, funzionava ogni pezzo di quella campagna, anche perché non è stato un successo di McCann, di MRM o di Momentum, ma un successo di tutti e congiuntamente degli uffici di Milano e di Roma” ha continuato il manager. Quello che finora era un dualismo quasi antagonistico fra le sedi delle due città è risultato essere un buon connubio per usare al meglio le forze sul cliente. “Nessuna divisione netta quindi per l’agenzia che lavora con un planning centrale e un reparto creativo unico basato proprio sui clienti con la proposta di affrontare il progetto nella sua interezza: “Ormai, ad esempio, non esiste più una campagna per cui non venga richiesta anche una componente digitale, che ormai pesa su oltre il 20-30% del fatturato totale”. Sui primi sei mesi del 2013 – ha commentato Sternai – direi che ci troviamo in una situazione di stabilità. Abbiamo grandi clienti – siamo l’hub europeo di Chevrolet e Coca-Cola, un’ ottima tenuta sui clienti già acquisiti e una buona attività di new business, che occupa la gran parte delle nostre attività. Ormai i budget infatti sono più ridotti, quindi bisogna avere la capacità di attrarre nuovi progetti”. Quali sono invece le previsioni rispetto la fine dell’anno? “In generale rispetto agli ultimi mesi del 2013 non sono molto ottimista – ha affermato il ceo -, perché quello che tradizionalmente veniva definito il quadrimestre di ripresa, negli ultimi anni non lo è stato più, sarei contento se rimanesse un quadrimestre di tenuta. Rispetto agli anni scorsi devo dire però che i clienti sono meno ‘spaventati’ e affrontano gli investimenti con più stabilità rispetto a prima”.

Serena Poerio