MEDIA

Dieci anni di tv: dal prime time al my time


28.05.2013

Una ricerca firmata Politecnico di Milano e Studio Frasi

Un consumatore evoluto, sempre più abituato a costruirsi un palinsesto personalizzato, fruito su diversi dispositivi – anche in mobilità -, e da commentare sui social network: è questo il ritratto del telespettatore odierno emerso dall’indagine ‘I dieci anni che hanno rivoluzionato la televisione’, presentata ieri da Politecnico di Milano e Studio Frasi. Un cambiamento guidato dalla rivoluzione digitale, per il quale un italiano su tre ha già compiuto il passaggio da un palinsesto pensato dagli editori alla costruzione di una propria agenda personalizzata per contenuti, tempi e dispositivi. E’ la nascita del My Time, al posto del Prime Time. Un cambiamento che la ricerca evidenzia a partire dai numeri: 6 i canali rilevati nel 1986, anno di diffusione dei dati Auditel, 197 gli attuali. Accelerazione impressa soprattutto negli ultimi dieci anni, dalla nascita di Sky Italia allo switch digitale, con 52 canali presenti su più di una delle sei piattaforme operative in Italia. E già arrivano nuovi soggetti (Ott – Over the top television), per cui i broadcaster chiedono regole pari in tema di competizione su diritti, tasse, autorizzazioni e concessioni. Il Multiscreen è un’altra novità del decennio. Allo schermo tradizionale si aggiungono  tablet, pc e telefonini e i broadcaster devono essere presenti su tutti gli schermi: in questa direzione vanno strumenti come Sky Go o le applicazioni per Smartphone e Tablet di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. La strategia Multischermo prelude ad altri progetti sul coinvolgimento dei pubblici. La più importante riguarda la Social Tv, su cui Rai, Mediaset, Sky, Discovery, Fox e altri hanno in essere iniziative. A fronte di uno scenario così radicalmente mutato, allora, occorre adottare un sistema di misurazione degli ascolti che riesca a monitorare le nuove modalità di visione. Per questo, sottolinea la ricerca, Nielsen propone la creazione di una Crossplatform, attraverso la rilevazione del consumo di tv e internet e un procedimento di ‘data fusion’ delle informazioni provenienti dai diversi panel. Verso un futuro che contempli anche possibilità di integrare misurazioni tv e web con quelle degli altri: una visione globale del ‘palinsesto’ personalizzato che risponda all’esigenza del mercato editoriale e pubblicitario di misurare al meglio i propri investimenti.