CREATIVITY

Barilla, ‘nel piatto’ altri 10 milioni di euro per la comunicazione in Italia


17.05.2013

Fatturato 2012 a+2%. Il gruppo guarda ai Paesi emergenti, da maggio è in Brasile. Nel presentare le strategie fino al 2020, l’ad Claudio Colzani ha dichiarato: “Forte focus sui mezzi digitali e sull’e-commerce”

 

“Finanziariamente solido”: così si è definito il Gruppo Barilla che ieri, nel corso di una conferenza stampa a Milano, ha presentato i dati economici di chiusura 2012. Il fatturato consolidato è in crescita del 2% sul 2011 (a 3.996 milioni di euro, con un calo di profitti di 44 mln), l’utile netto è di 60 milioni di euro (-21%). In netta riduzione l’indebitamento passato da 688 milioni a 564 mln e secondo le stime, il livello sarà abbassato ulteriormente dopo la dismissione di Lieken. “I risultati sono soddisfacenti: nonostante la crisi del mercato, l’azienda si sta comportando bene – ha commentato il presidente Guido Barilla -: questo è possibile perché abbiamo affrontato gli ultimi anni con un’attenta organizzazione, preparandoci in anticipo a stabilire un percorso di crescita in condizioni difficili”. Senza togliere mai il piede dall’acceleratore.

Ieri il gruppo ha presentato la propria strategia fino al 2020. “Aumentare i volumi di vendita, ridurre i costi, stanziare grossi investimenti in comunicazione, promozione e qualità”, ha introdotto l’amministratore delegato Claudio Colzani (nella foto), dallo scorso ottobre nell’azienda di Parma. Tutto ciò sarà possibile attraverso alcuni step: focalizzazione sulla crescita del core business, conferma delle posizioni di forza in Europa e nel mercato nord e sudamericano, cogliendo nuove opportunità nei Paesi emergenti, passando dall’attuale 5% di quote di mercato al 25%. Dal 2 maggio è entrata in produzione in Brasile una linea di 11 formati di pasta all’uovo e 5 di sughi: un’offerta sviluppata per rispondere ai bisogni del consumatore brasiliano. La globalizzazione dell’azienda punterà prevalentemente sui prodotti pasta e sugo (mentre il bakery sarà rafforzato dove è presente) e non dovrà tradire le ‘linee-guida’ racchiuse nel concept ‘buono per te e buono per il pianeta’. Il 40% del giro d’affari è in Italia, dove la vendita di pasta è in calo del 2,6% e anche Barilla ha riscontrato un calo dei volumi del 2%, cifra che l’azienda stima anche per la fine di quest’anno. Questo dato non dipende solo dalla crisi dei consumi, ma anche da una maggiore ‘demonizzazione’ della pasta come alimento non adatto a certi regimi alimentari.

La risposta del gruppo non si è fatta attendere e dallo scorso gennaio, Barilla è on air una comunicazione tv, realizzata da Y&R con tre spot che pongono l’accento su benessere, fantasia, amore. “La campagna ‘Dove c’è pasta c’è Barilla’, che proseguirà per tutto il 2013, concentra la maggior parte del nostro budget, perché ha lo scopo di rivitalizzare il comparto. In Italia nel 2013 è previsto un aumento dell’investimento di 10 milioni di euro con un forte focus (circa il 7-8%) sul digital marketing, con l’implementazione di app e della presenza su Facebook e Twitter e sulla crescita del canale e-commerce con una piattaforma globale”. Attività di comunicazione sono previste anche all’estero. E’ recentemente partita in Germania, Francia e Paesi Nordici la campagna ‘Italian Love Story’ dedicata alla pasta, con declinazioni in store. Nel primo trimestre 2013 il fatturato globale è cresciuto del +3-4%, i volumi del 4%, mentre in Italia le vendite hanno perso il 2,6%. “Non ci saranno aumenti di listino a scaffale né chiusure di stabilimenti in Italia”, assicura Colzani, ma è chiaro che il gruppo confida molto nel successo in Brasile e in generale all’estero. Entro quest’anno sarà anche aperto un ristorante dell’Academia Barilla a Manhattan, New York.

Valeria Zonca